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- Roma - Venerdì 26 Giugno 2026
Terremoto in Venezuela, continua a crescere il bilancio della tragedia: oltre 235 morti, 4.300 feriti e 50mila dispersi
Le operazioni di soccorso procedono con enormi difficoltà nelle aree più colpite dal sisma. Migliaia di persone scavano tra le macerie anche a mani nude, mentre la Farnesina monitora la situazione dei circa 65mila italiani presenti nella zona interessata dal terremoto
Continua ad aggravarsi il bilancio del violento terremoto che nella notte tra mercoledì e giovedì ha devastato il Venezuela. Secondo gli ultimi dati ufficiali diffusi dal ministro della Salute Carlos Alvarado, le vittime accertate sono salite ad almeno 235, mentre i feriti hanno raggiunto quota 4.300. "Purtroppo abbiamo registrato 235 pazienti arrivati privi di segni vitali o deceduti dopo l'arrivo presso le nostre strutture sanitarie", ha dichiarato il ministro nel corso di un intervento televisivo. Il numero dei morti continua però a crescere con il passare delle ore, mentre proseguono le ricerche tra gli edifici crollati.
Oltre 50mila persone risultano disperse
A rendere ancora più drammatica la situazione è il numero delle persone di cui non si hanno notizie. Secondo il portale venezuelano dedicato alle persone scomparse, oltre 50mila cittadini risultano ancora dispersi. Il sito è diventato uno strumento fondamentale per consentire alle famiglie di segnalare i propri cari, indicando l'ultima posizione conosciuta nella speranza di agevolare le operazioni di ricerca. Le autorità stanno cercando di verificare ogni segnalazione, ma la vastità dell'area colpita rende il lavoro estremamente complesso.
A La Guaira si scava tra le macerie a mani nude
Le immagini che arrivano dallo Stato di La Guaira raccontano una situazione drammatica. Le squadre di soccorso, denunciano i residenti, sono poche e prive dei mezzi necessari per affrontare un'emergenza di queste dimensioni. Mancano macchinari pesanti in grado di rimuovere rapidamente le macerie e raggiungere le persone rimaste intrappolate. Per questo motivo centinaia di cittadini si sono uniti ai vigili del fuoco e ai volontari, scavando con le proprie mani nel tentativo di salvare familiari e amici. Molti raccontano di aver parlato per ore con i propri cari rimasti sotto gli edifici crollati, cercando di mantenerli coscienti fino all'arrivo dei soccorsi. Con il passare del tempo, però, quelle voci si sono progressivamente affievolite fino a spegnersi. Tra le testimonianze più dolorose quella di un uomo che ha perso la moglie. "Mia moglie non ce l'ha fatta. Si stava facendo il bagno quando ci sono state le scosse. Abbiamo tentato di scappare. Io sono riuscito a lasciare il palazzo, lei invece è caduta, ha battuto la testa ed è rimasta bloccata. So che è rimasta nuda, vorrei raggiungerla, almeno per coprire il suo corpo."
Oltre 70mila famiglie sono rimaste senza casa
L'emergenza umanitaria continua ad aggravarsi anche sul fronte degli sfollati. Secondo quanto riferito dal ministro dell'Interno alla televisione pubblica, più di 70mila famiglie hanno perso la propria abitazione. Nello Stato di La Guaira, il più colpito dal terremoto, sarebbero crollati almeno cento edifici. Le località maggiormente devastate risultano essere Caraballeda e Catia La Mar, dove interi quartieri hanno subito gravissimi danni.
La Farnesina monitora la situazione degli italiani
Grande attenzione anche per la comunità italiana residente nel Paese sudamericano. Secondo i dati forniti da Maria Teresa Del Re, consigliera dell'Unità di crisi della Farnesina, circa 3mila italiani vivono nell'area prossima all'epicentro del terremoto, mentre sono circa 65mila i connazionali presenti complessivamente nelle zone interessate dal sisma. Una squadra italiana è in partenza da Pratica di Mare per contribuire alle operazioni di assistenza. "C'è una situazione complicata, le operazioni di ricerca e soccorso vanno avanti lentamente. Sia l'Unità di crisi che il consolato stanno ricevendo da ieri numerose telefonate da parte di nostri connazionali che vivono lì. Si tratta di una situazione molto fluida", ha spiegato Del Re. La Farnesina ha inoltre confermato il decesso di una persona italo-venezuelana, precisando però che sono ancora in corso verifiche su eventuali altri connazionali coinvolti.
Proseguono senza sosta le ricerche
Le operazioni di soccorso continuano giorno e notte, ma il tempo rappresenta il nemico principale per chi potrebbe essere ancora intrappolato sotto le macerie. Tra edifici crollati, infrastrutture danneggiate e migliaia di persone rimaste senza un tetto, il Venezuela affronta una delle emergenze più gravi degli ultimi anni. Mentre il bilancio delle vittime continua purtroppo ad aumentare, cresce anche la preoccupazione per le decine di migliaia di dispersi e per le condizioni delle popolazioni rimaste isolate nelle aree maggiormente colpite dal sisma.
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