
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 1 Luglio 2026
Terremoto in Venezuela: nuovo miracolo a La Guaira, salvata famiglia di tre persone. Ma i morti sono oltre 1.900
Il dramma dei dispersi si incrocia con l'immigrazione clandestina: potrebbero essere 50 mila. 16 le vittime italiane accertate.
Il superamento delle centoquaranta ore dal doppio evento sismico che ha colpito il territorio venezuelano continua a restituire rari ma straordinari episodi di sopravvivenza, sebbene lo scenario logistico e sanitario stia scivolando verso una crisi umanitaria incontrollabile.
Nel settore di Macuto, all'interno dello Stato di La Guaira — l'area costiera più violentemente colpita dal sisma di magnitudo 7.5 dello scorso 24 giugno —, le squadre di ricerca internazionali hanno tratto in salvo un intero nucleo familiare composto da tre persone, rimaste intrappolate per sei giorni sotto le macerie del proprio palazzo crollato.
Il salvataggio alimenta le ultime speranze dei soccorritori, impegnati in un'operazione complessa e ostacolata da uno sciame sismico incessante che minaccia la stabilità dei resti strutturali instabili.
Le dimensioni della catastrofe continuano a ridefinirsi verso l'alto nei bollettini ufficiali delle autorità di Caracas. Il bilancio provvisorio dei decessi ha superato quota 1.900 vittime accertate, all'interno delle quali il corpo diplomatico ha confermato la presenza di almeno 16 cittadini di nazionalità italiana. I feriti ospedalizzati sono oltre 5.000, mentre la contabilità dei dispersi resta l'enigma più doloroso dell'intera emergenza: le stime delle agenzie internazionali ipotizzano una platea di circa 50mila persone irreperibili.
La quantificazione esatta è resa quasi impossibile dalle dinamiche demografiche dell'ultimo decennio, segnato dall'emigrazione clandestina di milioni di venezuelani di cui risulta estremamente complesso tracciare la reale presenza o i movimenti sul territorio nazionale al momento del disastro.
Il collasso del sistema locale è monitorato dalle agenzie internazionali anche sul piano della tenuta sociale e delle infrastrutture abitative. L'elaborazione delle immagini satellitari ad alta risoluzione fornite dalla Nasa ha certificato che sono almeno 60mila gli edifici danneggiati in modo irreparabile o totalmente rasi al suolo dalle scosse.
Nelle aree urbane evacuate o parzialmente distrutte, la popolazione rimasta deve fare i conti con bande di sciacalli che depredano sistematicamente le proprietà private abbandonate, esasperando una situazione d'ordine pubblico già compromessa dai gravissimi danni subiti dalla rete ospedaliera e dalla totale carenza di generi alimentari e acqua potabile.
I canali della solidarietà globale hanno attivato ponti aerei d'urgenza verso il Paese latinoamericano per tentare di arginare il rischio di epidemie su vasta scala. Nelle ultime ore è atterrato un primo contingente umanitario inviato dall'Unicef, contenente 47 tonnellate di aiuti specifici, kit medici d'emergenza e beni di prima necessità destinati alla tutela dei minori e dei nuclei familiari sfollati. Gli stessi coordinatori delle Nazioni Unite hanno tuttavia definito l'invio come "una goccia nell'oceano" rispetto ai fabbisogni minimi di una popolazione che si trova attualmente priva di alloggi sicuri e di assistenza sanitaria di base.
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