Thailandia: le nuove normative sulla marijuana rimettono in libertà molti detenuti
Le revisioni in atto in termini di coltivazione in ambito domestico e le recenti regolamentazioni circa il possesso e l’utilizzo della cannabis ad uso terapeutico, hanno rivisto ex post le leggi precedenti in materia, molti detenuti per reati connessi alla marijuana ora possono essere rimessi in libertà. 
di Francesco Tortora
Sabato 04 Giugno 2022
Dal nostro corrispondente a Bangkok - 04 giu 2022 (Prima Notizia 24)
Le revisioni in atto in termini di coltivazione in ambito domestico e le recenti regolamentazioni circa il possesso e l’utilizzo della cannabis ad uso terapeutico, hanno rivisto ex post le leggi precedenti in materia, molti detenuti per reati connessi alla marijuana ora possono essere rimessi in libertà. 

Come è noto, la Thailandia si sta ponendo all’avanguardia, a livello internazionale, circa la applicazione ed utilizzo della cannabis ad uso terapeutico e successivamente si è posta a livello pioneristico anche nella concessione di poter coltivare -entro certi limiti- la marijuana in ambito domestico, ad uso personale. 

A partire dal 9 giugno saranno riviste ed aggiornate le leggi relative al possesso ed ai potenziali reati connessi con la marijuana, questo -a ritroso- significa che molte leggi precedenti e le misure connesse con il possesso ed il trattamento della marijuana, verranno a decadere o acquisiranno dei range giuridici applicativi molto differenti e meno restrittivi, con la conseguenza che molti reati commessi in passato, oggi potranno essere derubricati o ridotti, compresi i limiti previsti per la carcerazione. 

Sorawit Limparangsri, un portavoce dell'Ufficio del Ministero della Sanità Pubblica ha confermato che la produzione, l'importazione, l'esportazione, la distribuzione, il consumo e il possesso di cannabis -ad eccezione delle sue sostanze psicoattive contenute e derivate- saranno formalmente legalizzati il 9 giugno, quando entrerà in vigore uno specifico annuncio del Ministero della Sanità Pubblica pubblicato sulla Gazzetta Reale il 9 febbraio. 

I reati legati alla cannabis che hanno dato luogo a processi e detenzioni prima del 9 giugno saranno cancellati, con la restituzione di qualsiasi pagamento di cauzione effettuato in precedenza. Secondo l'agenzia, saranno rilasciate anche le persone incarcerate in processi correlati che hanno scontato la pena detentiva a causa dell'incapacità di pagare le multe. 

Il Ministero della Sanità Pubblica riferisce inoltre che gli ordini del tribunale per i rilasci saranno emessi dopo una revisione singola, caso per caso, notando che pochi casi correlati hanno portato a condanne al carcere. Ha quindi chiesto ai parenti di questi detenuti di presentare richieste di revisione, poiché alcuni potrebbero scontare una pena per reati multipli. 

Gli imputati in attesa di sentenza vedranno cancellati i loro casi, ma dovranno comunque presentarsi in tribunale per ascoltare le sentenze. 

Il Dipartimento di Correzione ha dichiarato in precedenza che i cambiamenti potrebbero comportare il rilascio di circa 4.000 detenuti. 

I detenuti in possesso di precedenti penali relativi alle accuse annullate saranno inoltre cancellati dal database dei reati. 

Secondo i nuovi regolamenti, tutte le parti della cannabis e delle piante di canapa, eccetto gli estratti contenenti più dello 0,2% di tetraidrocannabinolo (THC), l'ingrediente psicoattivo della pianta, non saranno più sulla lista dei narcotici. 


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