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Commenti sessisti e paragoni ai santi nel file riservato del Consiglio Nazionale del Notariato. Commissione nel mirino: dubbi sull'imparzialità delle correzioni degli scritti.
Commenti sessisti e paragoni ai santi nel file riservato del Consiglio Nazionale del Notariato. Commissione nel mirino: dubbi sull'imparzialità delle correzioni degli scritti.
Una falla tecnica senza precedenti nel sistema di pubblicazione del Consiglio Nazionale del Notariato ha innescato una crisi istituzionale che rischia di azzerare l’ultimo concorso per l'accesso alla professione. La diffusione online di una graduatoria contenente le annotazioni private della commissione esaminatrice ha svelato un sottobosco di giudizi pesantemente inappropriati, trasformando un atto ufficiale in un documento che il Codacons ha già definito come la prova regina di un’alterazione della parità di trattamento tra i candidati. Le note depositate accanto ai nomi di chi ha superato gli scritti di novembre 2024 dipingono un quadro di assoluta parzialità, dove il merito giuridico sembra essere stato affiancato, se non sostituito, da criteri estetici, ironie religiose e valutazioni soggettive che nulla hanno a che vedere con il rigore richiesto per la funzione notarile.
Il cuore dello scandalo risiede nella sistematica violazione del principio dell’anonimato, la cui integrità è la sola garanzia di legittimità per ogni concorso pubblico dello Stato. L’inserimento di epiteti quali "graziato", "carina" o "fenomeno", unitamente a bizzarri riferimenti agiografici come "Sant’Emanuele" e "Santa Caterina", suggerisce che la commissione abbia operato disponendo di elementi identificativi dei candidati ben prima che le buste venissero ufficialmente aperte. Questo scenario ipotizza l'esistenza di un monitoraggio preventivo sugli elaborati, configurando una violazione dei doveri d'ufficio da parte dei commissari — tra i quali figurano magistrati, notai e docenti universitari — e prefigurando l'uso di veri e propri segnali di riconoscimento per orientare l'esito delle correzioni. Se venisse confermato che l'identità dei futuri notai era nota durante la fase di valutazione, l’intera procedura risulterebbe giuridicamente nulla.
Il danno d'immagine per il Ministero della Giustizia e per l'intero corpo notarile è immenso, ma sono le conseguenze amministrative a preoccupare maggiormente via Arenula. Il Codacons ha già annunciato una battaglia legale serrata, puntando a ottenere l'annullamento in autotutela delle prove per evitare che i successivi orali vengano celebrati sotto l'ombra del sospetto e del favoritismo. L'associazione sottolinea come la definizione di un candidato come "graziato" non sia solo un'offesa al decoro della carica, ma l'ammissione implicita di un giudizio di benevolenza che scavalca la preparazione tecnica. Allo stesso modo, i commenti sessisti sull'aspetto fisico dei candidati evidenziano una deriva deontologica che mette in discussione l'idoneità morale dell'intera commissione a ricoprire un ruolo di tale responsabilità pubblica.
In queste ore si attende una presa di posizione definitiva da parte del Ministero, mentre i candidati esclusi preparano una pioggia di ricorsi individuali al TAR per denunciare la disparità di trattamento subita. La presenza di tracce digitali indelebili di tali giudizi rende estremamente difficile per il Notariato difendere la regolarità delle operazioni. Il rischio concreto è quello di una paralisi totale del turnover professionale dei notai italiani, con migliaia di posizioni che potrebbero rimanere vacanti a causa di una gestione documentale che ha tradito il segreto d'ufficio e il rispetto per i candidati che hanno concorso lealmente. La vicenda non è più solo un errore di pubblicazione, ma un caso giudiziario che interroga i vertici della magistratura e dell'accademia sulla trasparenza dei concorsi d'eccellenza nel nostro Paese.
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