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L'azzurra punta tutto sulla mass start di domani: "Sarà una battaglia tattica contro le squadre avversarie, ma se i nostri ori non bastano a salvare questa pista, il nostro sport non avrà un futuro in Italia".
L'azzurra punta tutto sulla mass start di domani: "Sarà una battaglia tattica contro le squadre avversarie, ma se i nostri ori non bastano a salvare questa pista, il nostro sport non avrà un futuro in Italia".
Si conclude con il trionfo dei Paesi Bassi la prova dei 1500 metri di pattinaggio di velocità sull’anello di Milano Rho. La medaglia d’oro è andata all’olandese Antoinette Rijpma de Jong, che ha dominato la distanza precedendo la norvegese Ragne Wiklund, medaglia d’argento, e la canadese Valerie Maltais, che ha conquistato il bronzo.
La pluricampionessa azzurra Francesca Lollobrigida, reduce da due straordinari ori conquistati nella scorsa settimana, ha chiuso al tredicesimo posto. Un risultato ampiamente previsto dall'atleta, che già a Pechino 2022 si era classificata sesta e che ha utilizzato questa prova come rifinitura tattica in vista della mass start di domani, la sua vera gara d'elezione.
Intervenendo in zona mista al termine della gara, l'azzurra ha analizzato la sua prestazione, la strategia per domani e il critico nodo infrastrutturale del post-Olimpiade: "Sono un’atleta che conosce le sue caratteristiche, poi venendo da un anno abbastanza difficile, o puntavamo sulla preparazione per le lunghe distanze oppure su quelle brevi. Comunque è stata la mia miglior 1500 di tutta la stagione, sono abbastanza soddisfatta ed tutta in preparazione di domani.
Domani deve essere una gara molto studiata, molto tattica, devo rimanere calma perché io correrò da sola e ho delle avversarie che giocano di squadra. Quindi per arrivare a fare una buona volata domani devo anche trovarmi in una buona posizione. Gli ultimi quattro giri saranno la fase critica, perché ovviamente tutti cercheranno di prendere le posizioni per poi fare la volata. È ovvio che io essendo la sola dovrò decidere se chiudere il buco oppure no, quindi sarà po’ un terno al lotto e dovrò studiarmela direttamente in gara e darmi una risposta nel più breve tempo possibile", ha detto.
"A 40 anni ritorno? Volete mantenermi così giovane", ha aggiunto, scherzando con i cronisti. "Mi dispiace comunque che sarà l’ultimo giorno, perché non capiterà un’altra volta di sentire il calore del pubblico a casa, quindi voglio godermelo appieno e me la sto godendo perché è stata un’occasione rara che porterò con me".
In merito all'appello lanciato da altri suoi colleghi a mantenere una pista di pattinaggio come quella milanese, ha detto: "Io so che non è facile tenere aperto un impianto come il nostro dedicato al pattinaggio di velocità, su questo bisogna essere molto realisti ed è ovvio che dispiace. Ma è anche un dato di fatto che noi abbiamo vinto tantissime medaglie, quindi niente, magari aspetteremo altri vent’anni".
La Lollobrigida ha voluto porre l'accento sulla necessità vitale per il movimento azzurro di disporre di un impianto professionale coperto permanente in Italia. Attualmente, gli atleti sono costretti a trasferte continue in Germania per allenarsi da aprile a settembre, con pesanti ripercussioni logistiche ed economiche.
L'azzurra ha anche commentato la possibilità che la struttura di Rho venga riconvertita esclusivamente per l'hockey, sottolineando che, nonostante i tre ori già vinti dal pattinaggio di velocità in questa edizione, la mancanza di una "casa" nazionale rischia di vanificare i sacrifici degli atleti e di bloccare la crescita di nuove generazioni di pattinatori: "Niente, allora ci diamo tutti all’hockey (ha scherzato, ndr). Per l’allenamento, noi siamo praticamente due settimane al mese, sempre in ritiro da aprile fino a settembre e poi ancora da settembre in Germania. Per i miei compagni comunque è vicino perché è vicino al Brennero, io invece parto da Roma. Se non parlano i nostri risultati, che comunque al momento abbiamo vinto tre ori, che dobbiamo fare di più noi? Non possiamo far niente veramente. Con un impianto potremmo anche incrementare il bacino di pattinatori, di atleti".
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