Tivoli (Rm): violenze sessuali su 4 minorenni, arrestato insegnante di religione
Indagini in corso.
(Prima Notizia 24)
Martedì 23 Maggio 2023
Roma - 23 mag 2023 (Prima Notizia 24)
Indagini in corso.
Il pool di Polizia Giudiziaria specializzato nella violenza di genere e contro minori del Commissariato di Tivoli ha posto agli arresti domiciliari con obbligo del braccialetto elettronico un uomo di 46 anni, residente a Tivoli, per il reato di violenza sessuale ai danni di 4 minorenni. Sono ancora in corso indagini in merito all'accaduto.

L'ordinanza è stata emessa dal Gip su richiesta di quella Procura della Repubblica all'esito di complesse indagini svolte dalla Sostltuta Procuratrice del Gruppo della Procura specializzato nel contrasto alla violenza di genere ln meno di due mesi (notizia di reato del 23 marzo) per la gravità dei fatti emersi e per consentlte un rapido intervento a tutela delle vittime.

Le violenze sono avvenute in diverse circostanze e in diversi luoghi. Risulta dall’ordinanza adottata dal Giudice che l'uomo, già insegnante di religione e Vice Dirigente Scolastico presso un Istituto Superiore di scuola del circondario, con diversi Incarichi sia all'interno della struttura ecclesiale, sia nell'ambito di un'associazione religiosa che si occupa di minorenni, realizzava le violenze di cui è gravemente indiziato anche utilizzando il rapporto di empatia che creava con i minorenni, acquisendo la fiducia delle famiglie che frequentava come un intimo amico, dimostrandosi prodigo e generoso.

Si legge nell'ordinanza cautelare: 'Era un uomo impossibile da odiare, nn secondo padre, una Persona conosciuta e ben voluta da tutti, capace di compare il silenzio delle vittime con regali costosi, ma anche con l''ascolto, con la comprensione, con parole adatte a consolare dalle angosce dell'adolescenza'.

Le vittime, abusate in contesti indipendenti, hanno fornito descrizioni analoghe su quanto accaduto, in epoche e luoghi diversi, anche in campi scuola tenuti dall'associazione religiosa nella quale l'indagato ricopriva un Incarico apicale. Anche i ruoli svolti in ambito ecclesiale e l'insegnamento della religione hanno agevolato la commissione dei reati contestati. La revoca di tutti gli incarichi, non nota all'Aut0fità giudiziaria, non ha impedito all'indagato di divenire educatore presso una casa famiglia della Capitale che accoglie minori in stato di difficoltà, ove è stato contestato un'ultefi0fe episodio di violenza per cui è stata emessa la misura cautelare.

"Sussistono, poi, alla luce di quanto esposto, esigenze cautelari che fanno ritenere concreto ed attuale il pericolo di reiterazione delle medesime condotte criminose, evidenziate, in particolare, dalle specifiche modalità e circostanze del fatto, che, nel caso di specie, consentono anche di apprezzare la personalità dell'indagato", scrive ancora il Gip nell'ordinanza.

"L'indagato ha reiteratamente posto in essere atti di violenza sessuale nel confronti di soggetti minorenni, a lui affidati dai familiari in virtù del rapporto di fiducia instaurato negli anni o in relazione alla sua qualità di educatore.

Egli non ha avuto scrupoli nell'approfittarsi della fiducia in lui riposta, ignorando completamente le gravi ricadute del suo agire nel confronti dei minori, approfittando della loro giovane e complicata età, della loro inesperienza, consapevole che l'acquisto di doni, il tempo loro dedicato, lo svago, le continue elargiziom economiche, unitamente al supporto offerto ai loro familiari, gli avrebbe consentito di ottenere il loro silenzio; la reiterazione delle condotte nel tempo è inoltre sintomatica della totale incapacità di contenere gli impulsi anche a dispetto delle possibili conseguenze dei suoi comportamenti sullo stato psico-fisico delle vittime".

"Si tratta di circostanze che lumeggiano la personalità dell'indagato e ne connotano negativamente l'indole, ad onta dello stato di incensuratezza e dell'assenza di carichi pendenti, inducendo a ritenere concreto ed attuale il pericolo che il medesimo reiteri condotte analoghe a quelle per cui si procede; si ritiene, al riguardo, che solo una misura detentiva possa, nella specie, far fronte alle esigenze cautelari di cui sopra, determinando la recisione di tutti quei legami e rapporti nell'ambito dei quali sono maturate (e potranno ripetersi anche nei confronti di altri soggetti) le condotte oggetto del presente procedlmento; quanto alla scelta della misura, ritiene questo giudice che vi sono in atti elementl che consentano di confidare in atteggiamenti collaborativi e/o resipiscenti da parte dell'indagato, consapevole — in virtù delle attività di perquisizione effettuate nei suoi confronti — dell'esistenza del procedimento a suo canco; sotto altro profilo tali attività di PG — unitamente agli operati sequestri dei dispositivi in suo uso — consentono di escludere che egli possa cancellare o comunque eliminate elementi utili all'indagine in corso; può pertanto ritenersi che la misura degli arresti domiciliari, con le prescrizioni del divieto di comunicazione con persone diverse da quelle che con lui coabitano o che lo assistono (al fine di escludere la possibilità che egli possa mettersi in contatto con le persone offese, influenzandone eventuali futuri apporti dichiarativi) e con l'applicazione del dispositivo elettronico di controllo, sia misura adeguata all'entità dei fatti e alla sanzione iffogabile all'esito del giudizio certamente superiore a tre anni che, pertanto, non potrà essere condizionalmente sospesa".

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