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  • Torino - Lunedì 20 Luglio 2026

Torino: al Regina Margherita nasce la Biobanca Pediatrica per la ricerca sulle malattie rare

Struttura da 300mila euro realizzata con l'Università. I vertici sanitari: "Passo decisivo verso l'Irccs e per le terapie del futuro".

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Una nuova Biobanca pediatrica dedicata alla ricerca scientifica è stata avviata all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino, nata dalla stretta collaborazione tra l'Azienda ospedaliera Oirm-Sant'Anna e l'Università di Torino.

La struttura sarà impiegata per la raccolta, conservazione e distribuzione di campioni biologici provenienti da pazienti e donatori in età pediatrica, puntando a sostenere la ricerca sulle malattie rare e complesse dell'età evolutiva con un investimento complessivo di circa 300mila euro.

L'intervento ha visto una prima fase di ristrutturazione e adeguamento dei locali cofinanziata dal Distretto 108 IA1 dei club Lions e da un bando della Banca d'Italia, mentre la dotazione delle strumentazioni ha ricevuto il supporto dei Rotary Club e di altre associazioni.

Nei laboratori verranno custoditi campioni legati a patologie oncoematologiche, metaboliche, neurologiche e cardiache abbinati ai dati clinici dei pazienti per favorire diagnosi accurate e terapie personalizzate, lavorando in rete con i network nazionali ed europei.

Le istituzioni e i medici hanno rimarcato la svolta scientifica con interventi precisi. "Rappresenta un investimento strategico per la sanità piemontese e per il futuro della medicina pediatrica", spiega l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi. Per la direttrice del dipartimento di Patologia e Cura del Bambino Regina Margherita, Franca Fagioli, la nuova Biobanca è "una risorsa strategica anche in vista della trasformazione dell'ospedale Regina Margherita in Irccs".

Sull'integrazione dei servizi si concentra Adriano Leli, direttore generale Ao Oirm - Sant'Anna: "Consentirà di valorizzare il patrimonio clinico e scientifico dell'ospedale, promuovendo percorsi sempre più integrati tra assistenza, ricerca e innovazione".

Infine, Fabrizio Bert, direttore del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche, conclude specificando il valore clinico del progetto: "È uno strumento fondamentale per trasformare la ricerca di laboratorio in nuove conoscenze, diagnosi più precise e terapie innovative per le patologie dell'età evolutiva".

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