
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 1 Luglio 2026
Tutela dei minori online: oltre la metà delle misure di sicurezza social è inefficace
La ricerca su Instagram, Snapchat, TikTok e YouTube svela gravi falle nei sistemi di privacy.
L'efficacia degli standard di sicurezza predisposti dalle multinazionali del web per tutelare la platea dei minori si scontra con i risultati di un'indagine indipendente che evidenzia strutturali vulnerabilità nei sistemi di moderazione e controllo.
Secondo una ricerca scientifica congiunta, condotta dagli esperti della New York University e della Northeastern University e pubblicata da Heat Initiative insieme al Cybersafety Research Center, oltre il 50% delle funzioni progettate per la protezione dei profili giovanili sui principali social network non produce i risultati dichiarati ai consumatori.
Lo studio ha preso in esame ottantasei strumenti di sicurezza distribuiti sulle interfacce di Instagram, Snapchat, TikTok e YouTube, riscontrando per ciascun ecosistema digitale un tasso di inefficacia pari o superiore alla metà dei dispositivi pubblicizzati.
La metodologia d'indagine si è strutturata sulla creazione di account fittizi per replicare in modo controllato i comportamenti di bambini, adolescenti e utenti adulti. I ricercatori hanno testato la tenuta delle piattaforme posizionando i profili all'interno di tre distinti scenari operativi, comprendenti l'uso standard delle funzionalità dei social da parte di un utente minorenne, il tentativo deliberato da parte di un adolescente di aggirare i blocchi anagrafici e i filtri di navigazione, e l'azione proattiva di un adulto malintenzionato finalizzata a forzare le barriere di sicurezza di un profilo giovanile.
I parametri analitici della ricerca hanno classificato come fallimentari tutte quelle soluzioni tecnologiche che si sono rivelate complesse da reperire nei menù della privacy, non conformi alle reali prestazioni descritte nelle linee guida o totalmente mancanti all'interno dell'infrastruttura software.
Tra le criticità più severe emerse sul campo, i dati documentano come su Snapchat gli account registrati come adulti siano stati in grado di localizzare e avviare sessioni di messaggistica diretta verso i minori senza incappare in alcun blocco di sistema.
Sul versante algoritmico, l'indagine ha rilevato come i motori di raccomandazione di TikTok abbiano proattivamente suggerito chiavi di ricerca e trend legati all'anoressia a profili appartenenti a utenti adolescenti.
I vertici delle aziende coinvolte hanno respinto fermamente le risultanze del rapporto. Come riportato dal New York Times, i portavoce di Snap, Meta e YouTube hanno contestato l'impianto metodologico della ricerca scientifica.
In particolare, Meta ha voluto evidenziare i progressi conseguiti nell'ultimo periodo sul fronte della tutela dei consumatori, sottolineando una progressiva riduzione dei contatti indesiderati e dell'esposizione a contenuti sensibili grazie all'introduzione degli account per adolescenti.
Il dibattito riaccende la necessità di interventi normativi più stringenti da parte delle autorità di regolamentazione, chiamate a verificare la reale conformità dei sistemi di protezione rispetto alle tutele legali previste per la navigazione dei minori.
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