Un incrociatore lanciamissili russo, il "Moskva", è stato attaccato ieri dalle truppe ucraine con un missile Neptune mentre era al largo di Odessa. A renderlo noto è il governo ucraino.
L'equipaggio sarebbe stato evacuato: stando a quanto riferiscono alcune fonti, nell'incrociatore c'erano più di 500 marinai. Per Mosca, l'incrociatore avrebbe subito seri danni a causa dell'esplosione delle munizioni che stava trasportando, dopo che a bordo si sarebbe sviluppato un incendio.
Nella giornata di ieri, il colonnello Maksym Marchenko, governatore di Odessa, aveva dato conferma su Telegram che la nave era stata attaccata da missili lanciati dalle truppe di Kiev, ed era andata a fuoco.
Al momento dell'attacco, ha proseguito, la nave era di fronte all'Isola dei Serpenti. Stamani, in un comunicato, il Ministero della Difesa russo ha riferito che l'incrociatore non è affondato e le esplosioni sono terminate. "Non ci sono incendi attivi. Le esplosioni di munizioni si sono fermate. L'incrociatore Moskva rimane a galla", prosegue, precisando che sono state avviate indagini per capire come si sia sviluppato il rogo, che ha determinato l'esplosione delle munizioni.
Secondo quanto riferisce invece l'ufficio stampa del Comando operativo meridionale ucraino, citato da Ukrinform, l'incrociatore si è capovolto e starebbe per affondare, in seguito ad una fortissima esplosione. La perdita di questo incrociatore sarebbe grave per le truppe di Mosca. Stando a quanto riferiscono le agenzie di stampa locali, a bordo c'erano 16 missili da crociera antinave Vulkan, la cui gittata è pari a 700 km. Anche le autorità di Odessa, stamani, hanno confermato che l'incrociatore è stato colpito, e al momento c'è apprensione per una possibile reazione russa: poco dopo le 10 locali - le 9 italiane - due esplosioni sono state avvertite nelle vicinanze del porto. "A causa delle esplosioni appena sentite in città, vi chiediamo di mantenere la calma e rimanere al riparo. Al momento non c'è pericolo per la popolazione civile", riferisce su Facebook il servizio stampa del comando operativo meridionale.
I militari di Kiev hanno bombardato due villaggi russi della regione di Belgorod. A riferirlo è il Governatore della regione, ripreso dalla Tass. I residenti sono stati fatti evacuare, e non ci sarebbero morti o feriti.
Intanto, Mosca ha lanciato un avvertimento sull'adesione alla Nato di Svezia e Finlandia: "Ci si può dimenticare dei Baltici non nucleari se Svezia e Finlandia si uniscono alla Nato", scrive su Telegram il vice presidente del consiglio di sicurezza della Russia, Dmitrij Medvedev, ripreso dalla Tass.
"La Russia rafforzerà i suoi confini occidentali se Svezia e Finlandia si uniranno alla Nato, la lunghezza del confine terrestre dell'alleanza con la Russia sarà più che raddoppiata. Naturalmente, sarà necessario rafforzare questi confini", evidenzia, per poi precisare che "sarà necessario rafforzare seriamente il gruppo di truppe di terra e il sistema di difesa aerea e schierare consistenti forze navali nel Golfo di Finlandia". "In questo caso, non si può più parlare dello status non nucleare dei Baltici - l'equilibrio deve essere ripristinato", prosegue.
"Fino ad oggi, la Russia non ha intrapreso tali misure e non aveva intenzione di farlo. Se siamo costretti a farlo, allora "notate che non siamo stati noi a suggerirlo, come diceva un personaggio di un famoso vecchio film".
"L'adesione di Svezia e Finlandia alla Nato cambierebbe radicalmente la situazione politico-militare: la Russia prenderà le necessarie misure di sicurezza difensive", con "conseguenze tra le più indesiderabili", ha detto, invece, l'ex ambasciatore russo presso la Nato e attuale vice ministro degli Esteri Alexander Grushko, ripreso dalla Tass.
"Adesso non c'è possibilità di sostituire il gas russo in Europa", ha dichiarato il Presidente russo, Vladimir Putin. "Gli attacchi dei partner europei sul rifiuto delle forniture di risorse energetiche russe destabilizzano la situazione e fanno salire i prezzi", ha proseguito. Il Presidente russo ha fatto richiesta al governo di procedere con il reindirizzamento delle esportazioni energetiche dalle nazioni occidentali ed europee a quelle asiatiche e, più in generale, dell'est e il sud, nonchè di avviare la costruzione delle infrastrutture per far sì che il processo si realizzi.
Putin, ripreso dall'agenzia Interfax, ha anche detto che la scelta di non accettare le valute delle nazioni considerate come ostili è un obiettivo strategico, per rendere più forte il commercio grazie a partner più leali.
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