Il 10 maggio, le truppe della Wagner saranno costrette a ritirarsi dalla città ucraina di Bakhmut. A renderlo noto, con un comunicato su Telegram indirizzato al Ministro della Difesa Sergej Shojgu e al Capo di Stato Maggiore Valerij Gerasimov, è il capo del Gruppo, Evgenij Prigozhin.
“Dichiaro a nome del comando Wagner che il 10 maggio saremo costretti a ritirare i resti del battaglione a Bakhmut“, scrive Prigozhin, che in precedenza ha postato un video con decine di cadaveri di membri della Wagner e insulti nei confronti di Shojgu e Gerasimov.
"Ritiro le unità Wagner, perchè in assenza di munizioni, sono condannati a una morte insensata", aggiunge.
"Ci mancano ancora solo due chilometri, ma se non volete dare ai russi una vittoria con la conquista di Bakhmut, questi sono problemi vostri", scrive ancora Prigozin, per poi aggiungere che il 16 marzo dello scorso anno, "quando l'operazione militare speciale non è andata secondo i piani", i capi dell'esercito russo hanno fatto richiesta alla Wagner di aiutare le truppe sul campo ucraino, e tre giorni dopo le prime unità del gruppo sono tornate dall'Africa, dove erano state stanziate.
Al termine dell'estate, dopo che le truppe di Mosca si erano ritirate dall'Oblast di Kharkiv, la Wagner aveva occupato un fronte di 130 chilometri, e l'8 ottobre era iniziata l'operazione "Bakhmut tritacarne", per "attirare le forze ucraine su se stessi e dare così tregua all'esercito" russo.
Dal mese scorso, però, il gruppo non sta più ricevendo munizioni, e ciò ostacola la presa di Bakhmut, che avrebbe dovuto completarsi il 9 maggio, anniversario della vittoria dei russi sui nazisti tedeschi.
Adesso, il gruppo resterà a Bakhmut fino al 10 maggio, per onorare l'anniversario della vittoria, "poi andremo nei nostri accampamenti arretrati e lì aspetteremo fino a quando il popolo russo avrà di nuovo bisogno di noi", conclude.
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