Se Mosca non sarà sconfitta, non si fermerà all'invasione della sola Ucraina. A dirlo, ai microfoni del programma di Rai1 "Porta a Porta", in onda questa sera, è il premier ucraino, Denys Shmyhal.
"Sono convinto che i nostri partner ci sosterranno sinché necessario", prosegue.
"Saremo pronti per la controffensiva", dice ancora Shmyhal, perchè l'Ucraina è unita più di prima con i suoi alleati."La società e le forze armate sono pronte a liberare i nostri territori".
Kiev è al lavoro per avere tutte le armi del caso, come aerei e missili a più lunga gittata per liberare le aree occupate. “Noi chiediamo armi per liberare i nostri territori e non per attaccare i nostri vicini”, aggiunge.
Sui rifornimenti militari si stanno conducendo negoziati: è necessario procedere con l'addestramento di piloti, Kiev ha ricevuto aerei sovietici, ma l'obiettivo è di riceverne di nuovi. Gli aerei attualmente in dotazione, dice Shmyhal, “ci aiutano a proteggere i cieli ucraini e a difendere le nostre città. Stiamo chiedendo anche aerei moderni, con standard Nato, ma per questo processo sappiamo che è necessario addestrare i nostri piloti”.
In più di un anno, le truppe ucraine hanno liberato il 50% delle aree occupate. “L’obiettivo è tornare ai confini del 1991”. L'obiettivo, continua Shmyhal, è la vittoria, “nessun altro come gli ucraini ora nel mondo vuole la pace, ma la guerra finirà solo quando i russi lasceranno i nostri territori”.
La strada giusta per mettere fine al conflitto è il piano del Presidente Volodymyr Zelensky: “La Russia deve smettere di sparare, lasciare tutti i nostri territori e l’Ucraina deve avere le garanzie di sicurezza. Dopo questo, la Russia deve pagare le riparazioni e i danni che ha causato. Poi sarà firmata la pace”, precisa Shmyhal.
E' necessario, aggiunge, fermare il ricatto russo sull'uso del nucleare: “Oggi sono 37 anni dalla catastrofe di Chernobyl e la Russia ha occupato la centrale nucleare di Zaporizhzhia che vale sei volte Chernobyl”, dice, per poi aggiungere che bisogna fare qualsiasi cosa per porre un freno a “questo ricatto nucleare”.
Nel caso in cui il Presidente russo, Vladimir Putin, utilizzi l'atomica, Kiev proseguirà nella sua lotta: “Come reagirà l’Occidente va chiesto a loro ma credo che se uno Stato nucleare usa quest’arma per un attacco terrorista, questo Stato deve essere riconosciuto come terrorista e con i terroristi non si negozia”.
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