Ucraina, Tajani, non si pensi di logorare l’Occidente, necessario negoziato per pace giusta
'Noi lanciamo continuamente offerte di negoziato alla Russia: anche il governo italiano si appella a mediatori come la Turchia, come il Vaticano ma anche la Cina perchè insistano nella loro opera di persuasione'.
(Prima Notizia 24)
Venerdì 23 Dicembre 2022
Roma - 23 dic 2022 (Prima Notizia 24)
'Noi lanciamo continuamente offerte di negoziato alla Russia: anche il governo italiano si appella a mediatori come la Turchia, come il Vaticano ma anche la Cina perchè insistano nella loro opera di persuasione'.
“Il messaggio lanciato alla Russia con l’incontro Biden-Zelensky è assolutamente chiaro: l’Occidente è unito, Stati Uniti ed Europa non lasceranno sola l’Ucraina. L’obiettivo è la pace, ma non si pensi di logorare l’Occidente. Tutti insieme continueremo a sostenere l’Ucraina finchè non arriverà una pace giusta che rispetti il diritto dell’Ucraina a vedere soddisfatte le sue richieste di indipendenza e libertà. Noi lanciamo continuamente offerte di negoziato alla Russia: anche il governo italiano si appella a mediatori come la Turchia, come il Vaticano ma anche la Cina perchè insistano nella loro opera di persuasione della dirigenza russa”.

Così, al Corriere della Sera, il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

“E' chiaro - prosegue il Ministro - che dobbiamo ripristinare lo status quo ante: serve un sostegno unitario dell’Occidente per creare le condizioni per un cessate il fuoco e poi per un negoziato di pace”.

Si sta iniziando a pensare alla ricostruzione, e in questo molte aziende italiane potrebbero avere un ruolo di primo piano.

“Le reti e le infrastrutture bombardate dai russi andranno ricostruite in fretta perchè l’Ucraina è e sarà sempre più un Paese europeo. L’Europa la assisterà e noi ci prepariamo a questo dossier. Le imprese italiane sono pronte”, aggiunge Tajani.

La situazione più difficile per l'Italia è quella in Libia. “Abbiamo appena invitato a Roma Abdoulaye Bathily, inviato del segretario generale dell’Onu per la Libia. Il segnale politico è chiaro: l’Italia sostiene fino in fondo gli sforzi delle Nazioni Unite per ritrovare la strada in un percorso di stabilizzazione della Libia che non sia mai più attraversata da disordini e scontri militari. Il tempo non è illimitato. Lo status quo non è più sostenibile”, evidenzia Tajani.

Dall’Assemblea degli Ambasciatori, sottolinea, è emerso che “siamo determinati a far contare di più l’Italia, fa parte del nostro core business. L’Italia, a parte la presenza di Draghi, in questi anni non è stata protagonista, i Balcani sono stati trascurati, così come altre aree del mondo, e con questo non voglio fare polemiche con chi ci ha preceduto”.

Quello raggiunto sul price cap, prosegue, “mi sembra un accordo positivo, molto meglio di quello di cui si discuteva sino a qualche settimana fa”.

Infine, per quel che riguarda la manovra, “la maggioranza è coesa, è ovvio che nel corso di una manovra ogni forza di maggioranza cerchi di far passare le misure più vicine alla propria linea. Sono tutti contributi utili, per una sintesi occorrono tempi fisiologici”.

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