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- Roma - Mercoledì 1 Luglio 2026
Ucraina: Zaluzhny conferma la sua candidatura alle elezioni, Zelensky valuta il voto in autunno
Il Presidente cerca di evitare una spaccatura interna, mentre i sondaggi riservati certificano la crescita del consenso.
I delicati equilibri politici della leadership ucraina e le strategie per la tenuta del paese entrano in una fase di profonda riconfigurazione, intrecciando la gestione delle alleanze internazionali alle scadenze della democrazia interna.
In seguito alle dimissioni del primo ministro britannico Keir Starmer, l'ex comandante in capo dell'esercito e attuale ambasciatore a Londra, Valery Zaluzhny, è rientrato a Kiev per un vertice bilaterale con il Presidente Volodymyr Zelensky. Nel corso del colloquio, originariamente finalizzato ad analizzare la continuità del partenariato strategico con il Regno Unito, il confronto è virato sui prossimi assetti elettorali dello Stato, portando alla luce le ambizioni presidenziali dell'alto ufficiale.
Stando alle ricostruzioni documentate dal quotidiano Ukrainska Pravda, Zelensky ha evidenziato come il parziale consolidamento della linea del fronte e la coesione dimostrata dalla società civile offrano una finestra di opportunità per riattivare i processi democratici. Il Presidente ha tuttavia rimarcato la necessità tassativa di preservare l'unità nazionale, paventando i rischi strutturali connessi a una polarizzazione dello scontro politico.
Di fronte alla domanda esplicita del capo dello Stato in merito al suo posizionamento, la risposta di Valery Zaluzhny è stata netta: "Sì, parteciperò".
La mobilitazione dei vertici della Bankova per contenere gli effetti della discesa in campo del generale ha coinvolto anche i massimi responsabili della sicurezza nazionale. Durante la sua permanenza nella capitale, Zaluzhny ha avuto un colloquio riservato con il segretario del Consiglio di sicurezza e difesa, Rustem Umerov, il quale ha tentato di dissuadere l'ambasciatore prospettando i pericoli di una campagna elettorale divisiva per la stabilità statale e per la conduzione delle campagne sul campo.
Nonostante le pressioni degli emissari presidenziali, culminate nel monito confidenziale "fratello, pensaci ancora una volta", la postura dell'ex comandante in capo è rimasta invariata.
Parallelamente, l'entourage presidenziale sta valutando i tempi tecnici per una convocazione anticipata dei comizi elettorali. In un vertice ristretto tenutosi a metà giugno — a cui hanno preso parte il capo dell'ufficio presidenziale, Kyrylo Budanov, il vice responsabile per la sicurezza Oleh Tatarov, il leader della maggioranza parlamentare David Arakhamia e il ministro della Difesa Mykhailo Fedorov — sono stati analizzati gli ultimi sondaggi riservati.
I dati accreditano a Volodymyr Zelensky il 33% delle preferenze tra gli elettori già orientati, seguito da Zaluzhny al 22% e dallo stesso Budanov in forte crescita al 14%. Questo trend favorevole avrebbe convinto il nucleo strategico del governo a ipotizzare lo svolgimento delle elezioni presidenziali già alla fine dell'autunno, con l'obiettivo di capitalizzare l'attuale picco di gradimento prima che i mutamenti del quadro bellico o dell'economia di guerra possano erodere il vantaggio competitivo dell'amministrazione in carica.
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