Ultim’ora

Politica

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Mercoledì 1 Luglio 2026

Quirinale, Meloni scopre le carte sulla corsa al Colle: il voto del 2027 diventa decisivo per il prossimo presidente della Repubblica

Le parole della presidente del Consiglio riaccendono il dibattito sul futuro del Quirinale. Per la premier, le prossime elezioni politiche saranno determinanti anche per l'elezione del successore di Sergio Mattarella. Intanto iniziano a circolare i primi nomi dei possibili candidati, anche se la partita resta tutta da giocare.

Condividi questo articolo

La corsa al Quirinale è ancora lontana, ma il tema è già entrato nel confronto politico. A riportarlo al centro della scena è stata Giorgia Meloni, che ha indicato la scelta del prossimo presidente della Repubblica come uno degli aspetti destinati a pesare maggiormente sulle prossime elezioni politiche. Un'uscita che, secondo molti osservatori, rende esplicito ciò che da tempo viene discusso nei partiti: il voto del 2027 non servirà soltanto a scegliere la futura maggioranza di governo, ma potrebbe determinare anche gli equilibri che porteranno all'elezione del successore di Sergio Mattarella.

L'obiettivo della premier

Secondo la ricostruzione politica, Meloni considera la partita per il Quirinale uno degli snodi fondamentali dell'attuale legislatura. La presidente del Consiglio ha più volte sottolineato l'importanza di modificare la legge elettorale, sostenendo che il sistema debba garantire una maggiore chiarezza nella formazione delle maggioranze ed evitare che il futuro capo dello Stato venga scelto attraverso equilibri parlamentari ritenuti poco rappresentativi del voto popolare. Nella sua visione, la riforma delle regole elettorali e la futura elezione del presidente della Repubblica sarebbero quindi strettamente collegate.

"Un presidente non di centrosinistra"

Tra gli obiettivi politici attribuiti alla leader di Fratelli d'Italia vi sarebbe anche quello di interrompere una lunga stagione nella quale, dall'avvento del bipolarismo, il Quirinale è stato occupato da figure considerate espressione dell'area di centrosinistra o comunque sostenute prevalentemente da quel campo politico. Secondo quanto emerso da indiscrezioni, Meloni avrebbe escluso, almeno per ora, l'ipotesi di una propria candidatura al Colle. "A cinquant'anni mi volete imbalsamare?", avrebbe risposto in un colloquio riservato a chi le chiedeva se intendesse puntare alla presidenza della Repubblica. Una battuta che non ha comunque spento le speculazioni sul suo futuro politico.

Una partita che parte da lontano

Nei palazzi della politica è opinione diffusa che la corsa al Quirinale inizi sempre subito dopo l'elezione del presidente in carica. Anche per questo motivo il confronto tra maggioranza e opposizione guarda già agli equilibri che potrebbero determinarsi nella prossima legislatura. La scelta del capo dello Stato, infatti, dipende dai numeri del Parlamento e dalla composizione dei grandi elettori, rendendo le elezioni politiche un passaggio decisivo anche per il futuro del Quirinale.

Il dibattito sulla legge elettorale

Sul tavolo resta anche il tema della riforma della legge elettorale. Meloni e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, pur partendo da posizioni differenti, hanno entrambe richiamato negli ultimi giorni il ruolo dell'"establishment" e degli equilibri istituzionali. Dietro il confronto politico resta anche la discussione sul futuro del Rosatellum e sulle possibili modifiche del sistema di voto. Secondo diverse ricostruzioni parlamentari, il tema continua a essere oggetto di riflessione sia nella maggioranza sia nelle opposizioni, anche se al momento non esiste un progetto condiviso.

I primi nomi per il Quirinale

Sebbene la scadenza sia ancora lontana, iniziano già a circolare le prime ipotesi sui possibili candidati. Nel centrodestra vengono indicati, tra gli altri, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Nel centrosinistra, invece, le possibili candidature vengono considerate numerose e, almeno per ora, restano soltanto oggetto di indiscrezioni e valutazioni politiche.

La variabile Mattarella

Ogni previsione, tuttavia, resta strettamente legata a un elemento decisivo: la durata del mandato di Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica è stato rieletto nel 2022 per un secondo mandato, dopo avere inizialmente espresso la volontà di concludere la propria esperienza al Quirinale. Non è ancora possibile sapere se resterà in carica fino alla naturale scadenza del mandato o se, come ipotizzato più volte nel dibattito politico, potrebbe decidere di lasciare anticipatamente l'incarico. È proprio questa "variabile Mattarella" a rendere ancora prematuro qualsiasi pronostico sulla futura corsa al Colle. Molto dipenderà anche dall'esito delle elezioni politiche del 2027 e dai nuovi equilibri parlamentari che emergeranno dalle urne, destinati a influenzare una delle scelte istituzionali più importanti della prossima legislatura.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti