
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 1 Luglio 2026
Quirinale, Salvini: "Meloni? La vedo bene dovunque, ma ora pensiamo al governo"
Il leader della Lega rilancia il traguardo delle prossime Elezioni: "A lungo termine, ci penseremo a tempo debito".
I dibattiti di Transatlantico sul futuro assetto delle massime cariche della Repubblica continuano a registrare le prese di posizione dei principali leader della coalizione di governo.
Al termine della sessione di lavori in Senato dedicata all'approvazione del decreto Piano Casa, il vicepremier, ministro delle Infrastrutture e leader della Lega, Matteo Salvini, è stato interpellato dai cronisti parlamentari in merito alle dichiarazioni rilasciate da Giorgia Meloni sulla corsa al Quirinale e alle speculazioni su una possibile candidatura della stessa leader di Fratelli d'Italia alla massima magistratura dello Stato.
L'esponente del governo ha scelto di adottare una linea di pragmatismo istituzionale, focalizzando l'attenzione sulle scadenze amministrative e programmatiche del proprio dicastero ed escludendo accelerazioni sul dossier Quirinale. In merito alla prospettiva di un esponente dell'area di centrodestra alla guida del Colle, la replica di Salvini ha rimandato ogni discussione strategica: "Ci penseremo a tempo debito. Ripeto, ho 60.000 case da recuperare, da restituire ai cittadini. Di Quirinale parleremo a tempo debito".
Sollecitato specificamente dai giornalisti sull'adeguatezza della figura della premier per il ruolo di Capo dello Stato — tema già commentato con registro ironico anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa —, il segretario federale della Lega ha voluto blindare la continuità dell'azione dell'esecutivo a Palazzo Chigi, delineando i futuri passaggi politici della coalizione: "Giorgia Meloni la vedo bene ovunque, però la vedo bene come rinnovato presidente del Consiglio nell’autunno dell’anno prossimo. Però abbiamo ancora più di un anno di lavoro da fare, quindi è presto per parlare di tutto".
Il posizionamento espresso dal leader leghista punta così a congelare il dibattito sulla transizione istituzionale, riaffermando la stabilità della leadership di Meloni alla guida del governo in carica e proiettandone il ruolo politico direttamente verso la scadenza naturale della legislatura, per evitare che le scadenze del Quirinale possano generare distrazioni o rallentamenti nell'attuazione delle riforme economiche e infrastrutturali del Paese.
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