
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 16 Settembre 2026
Usa, il Dipartimento di Giustizia accusa: "Gli 007 russi pianificano omicidi mirati negli Stati Uniti e in Europa"
Incriminate cinque persone latitanti legate alla rete Ris. Il Cremlino frena: "Servono prove convincenti prima di qualsiasi commento".
I servizi di intelligence russi starebbero pianificando omicidi mirati ed operazioni di disturbo all'interno degli Stati Uniti e nei Paesi europei schierati a sostegno dell'Ucraina.
La denuncia arriva direttamente dal Dipartimento di Giustizia americano, che ha contestualmente annunciato l'incriminazione di cinque individui attualmente latitanti.
Secondo l'impianto accusatorio statunitense, un'articolata rete legata alle strutture informative di Mosca avrebbe pagato o tentato di ingaggiare intermediari sul suolo americano e internazionale per condurre attività di sorveglianza ed eliminazioni fisiche, "oltre ad aver incaricato dei complici di compiere o tentare atti di terrorismo contro infrastrutture civili e militari nei paesi europei allineati con l'Ucraina".
Nel dettaglio dei documenti federali si legge che "almeno a partire dal 2024, una rete di individui operanti per i servizi di intelligence della Russia ha cospirato per compiere, e ha compiuto, attacchi e omicidi in tutto il mondo, inclusi gli Stati Uniti".
L'attività sarebbe stata condotta dalla cosiddetta 'Rete Ris', cellula specializzata in operazioni esterne focalizzata "su dissidenti e disertori russi e, più di recente, su nazioni percepite come alleate dell'Ucraina.
Di recente i membri della Rete Ris hanno tentato di reclutare diverse persone negli Stati Uniti per effettuare attività di sorveglianza e omicidi nel paese". Tra i cinque soggetti incriminati figurano tre quadri di vertice della struttura — Yuri Kharameev, Kirill Khrameev e Oemis Romagoz Durruthy — unitamente a Yaidel Delgado Suarez ed Eduardo Castro, questi ultimi accusati di aver cooperato al reclutamento di contatti sul territorio statunitense per pianificare l'eliminazione di un noto dissidente russo residente negli Usa.
Sulla vicenda è intervenuto il vice ministro della Giustizia americano John A. Eisenberg, dichiarando che "gli imputati avrebbero operato nell'ambito di una rete globale di omicidi che si estendeva fino agli Stati Uniti", per poi ribadire la linea di Washington: "Respingeremo ogni tentativo da parte di servizi di intelligence stranieri di operare liberamente nel nostro paese".
La reazione di Mosca non si è fatta attendere ed è affidata alle parole del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, riprese dall'agenzia Tass: "Finché non avremo sentito e visto prove anche minimamente convincenti e argomentazioni basate su qualcosa di concreto, non riteniamo necessario commentare queste notizie".
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24












