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- Roma - Mercoledì 17 Giugno 2026
Usa-Iran, media: "Ipotesi firma di accordo già oggi da remoto, per accelerare l'intesa su Hormuz"
L'accordo registra il plauso dei leader del G7 a Evian, del Papa e della Nato all'azione di Donald Trump, nonostante le nuove minacce militari della Casa Bianca.
Le diplomazie internazionali sono al lavoro per accelerare i tempi di attivazione dell'intesa strategica nel Golfo Persico: secondo quanto riporta Axios, i canali di mediazione tra la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America stanno vagliando l'opportunità di sottoscrivere il memorandum d'intesa per via telematica nella giornata odierna, anticipando l'appuntamento ufficiale precedentemente fissato di persona per questo venerdì. La sigla in modalità digitale permetterebbe una subitanea applicazione dei punti previsti per la sicurezza dello Stretto di Hormuz.
Nel frattempo, i sistemi di tracciamento navale di TankerTrackers hanno documentato che diverse unità petrolifere di Teheran hanno già superato il cordone di blocco portuale imposto dalle forze statunitensi da circa due mesi.
Il documento programmatico ha incassato il pieno sostegno politico dei principali vertici globali riuniti nel summit francese di Evian. I capi di Stato e di governo del G7 hanno formalizzato la propria posizione attraverso una nota ufficiale di condivisione: accogliamo "con favore l'annuncio dell'accordo tra Stati Uniti e Iran, raggiunto sotto la ferma guida del presidente Donald Trump, con il sostegno dei Paesi mediatori", si legge nella dichiarazione. "Abbiamo convenuto che l'iniziativa di difesa multinazionale e indipendente guidata da Francia e Regno Unito può svolgere un ruolo importante nel facilitare la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, proteggendo le navi mercantili, rassicurando gli operatori del trasporto marittimo commerciale e sostenendo la verifica della rimozione di tutte le mine",
I Grandi della Terra considerano l'intesa come un passaggio cruciale per la stabilità internazionale, definendola un'opportunità per bloccare i programmi nucleari e missilistici di Teheran: l'accordo "offre un'opportunità storica per impedire all'Iran di acquisire armi nucleari e per contrastare le minacce legate alle sue attività regionali e balistiche" prosegue il documento. Il G7 sostiene "con forza un accordo diplomatico solido e globale, complementare al memorandum d'intesa raggiunto dal presidente Donald Trump, che possa portare alla pace e alla sicurezza per tutti nella regione" ed evidenzia "che i negoziati condotti a tal fine devono tenere conto delle minacce che l'Iran rappresenta per la regione e oltre, e devono garantire che questo Paese non acquisirà mai armi nucleari".
"Abbiamo convenuto che le contribuzioni dei partner regionali e internazionali competenti, tra cui l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, sarebbe utile a questi negoziati. Ribadiamo che l'Iran non si doterà mai di armi nucleari", continua il documento.
Nonostante la convergenza diplomatica, il presidente statunitense Donald Trump ha mantenuto un profilo fortemente assertivo durante un incontro bilaterale con l'omologo egiziano Abdel Fatah Al-Sisi, condizionando la tenuta del protocollo alla condotta dei partner mediorientali: "Non è un testo finale, è un protocollo di accordo e se non mi piacerà, se non si comporteranno bene, ricominceremo a sganciare bombe in pieno sulle loro teste".
Sul fronte delle reazioni morali e geopolitiche, il Pontefice ha manifestato "soddisfazione per il raggiungimento di un accordo tra la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America che sarà firmato nella giornata di venerdì, quale incoraggiante risultato di un paziente lavoro di dialogo e di negoziazione. Esprimo gratitudine ai Paesi che si sono impegnati per favorire l'incontro tra le parti e rendere possibile tale intesa. Auspico che questo accordo possa contribuire a rafforzare la fiducia reciproca, la sicurezza e la stabilità nel Medio Oriente promuovendo percorsi di dialogo e di cooperazione tra i popoli".
Un forte attestato di stima verso l'operato della presidenza americana è giunto infine anche dai vertici dell'Alleanza Atlantica per bocca del Segretario Generale Mark Rutte, alla vigilia della riunione dei ministri della Difesa: "Desidero davvero esprimere il mio plauso all'accordo raggiunto dal presidente Trump con l'Iran. L'azione intrapresa dagli Stati Uniti per scongiurare la minaccia di un Iran dotato di armi nucleari e per ridurne la capacità missilistica balistica migliora la sicurezza di tutti noi. Inoltre, l'accordo raggiunto dal presidente Trump ha creato l'opportunità di garantire che l'Iran non entri mai in possesso di un'arma nucleare".
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