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- Roma - Mercoledì 17 Giugno 2026
Sanità: dalle Regioni ok all'obbligo per i medici di famiglia di 6 ore settimanali nelle case di comunità
Il semaforo verde all'atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale sblocca lo stallo e mette in sicurezza i target del Pnrr fissati per il 30 giugno.
La riorganizzazione della sanità territoriale compie un passo decisivo verso il rispetto delle scadenze europee: la Conferenza delle Regioni ha espresso parere favorevole sull'atto di indirizzo per il rinnovo del contratto dei medici di medicina generale, superando l'impasse venutasi a creare dopo lo stop al decreto di riforma del ministro Schillaci.
La delibera assume un'importanza strategica fondamentale poiché permette di sbloccare le procedure amministrative a ridosso del termine perentorio del 30 giugno, data entro la quale il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza impone l'attivazione e la piena operatività delle nuove Case di comunità sul territorio nazionale. Il fulcro del provvedimento risiede nella rimodulazione dell'orario di lavoro dei professionisti, chiamati a integrare la propria attività ordinaria all'interno delle nuove reti di assistenza integrata.
L'atto di indirizzo prevede "l'obbligo per i medici di medicina generale di svolgere nelle Case della Comunità fino a un massimo di 6 ore settimanali, per 48 settimane annue. Questo intervento si somma in via residuale all'obbligo per i medici già a rapporto orario di coprire i turni notturni, festivi e del sabato, se richiesto dall'Azienda sanitaria". Spetterà quindi alle diverse amministrazioni locali valutare il fabbisogno di organico e ripartire i carichi di lavoro tra i camici bianchi, fermo restando il vincolo di assicurare la presenza costante di almeno un professionista per ogni presidio.
I vertici delle istituzioni regionali hanno espresso forte soddisfazione per la convergenza politica raggiunta attraverso la via negoziale, come sottolineato da Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità: "Dopo le positive interlocuzioni con il Ministero della Salute, proponiamo una soluzione di ragionevolezza scegliendo il canale della contrattazione per assicurare che il target Pnrr della missione 6 sia raggiunto pienamente e in collaborazione con tutti gli attori coinvolti".
Lo stesso Alparone ha poi rimarcato il valore sociale dell'intesa in chiave di servizi ai territori: "Lo facciamo con senso di responsabilità verso i cittadini, che meritano di avere accesso a cure e servizi di prossimità. Approvando questo atto di indirizzo poniamo le condizioni affinché Sisac - la Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati - e le organizzazioni sindacali sottoscrivano in tempi brevi un accordo atteso, che ha nei suoi contenuti tutti gli elementi che servono a garantire la piena operatività delle Case di Comunità".
L'intesa odierna rappresenta solo il primo tassello di una programmazione più ampia; una volta formalizzato questo step, si aprirà il tavolo per il triennio contrattuale 2025-2027 della categoria, con la scadenza per il nuovo documento quadro fissata entro il 30 settembre 2026 "nel solco della proficua condivisione tra le parti".
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