
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 1 Luglio 2026
Usa, media: impennata per il reddito di Trump, oltre 1 mld dalle criptovalute nel 2025
Il Wall Street Journal svela i dettagli della dichiarazione finanziaria. La Casa Bianca replica: "Nessun conflitto d'interessi".
I confini tra la gestione patrimoniale privata e l'esercizio delle massime funzioni istituzionali tornano a infiammare il dibattito pubblico negli Stati Uniti, delineando un caso economico e politico attorno alle recenti dichiarazioni dei redditi della presidenza.
Secondo un'approfondita inchiesta pubblicata dal Wall Street Journal, le incursioni del Presidente americano Donald Trump nel comparto delle criptovalute hanno fruttato un guadagno straordinario superiore a un miliardo di dollari nell'ultimo anno solare.
L'impennata di reddito, definita priva di precedenti per un presidente in carica, è emersa dall'ultima documentazione ufficiale depositata presso l'Office of Government Ethics (Oge), l'ente governativo incaricato di vigilare sulla trasparenza e l'etica pubblica dei funzionari federali.
I flussi finanziari dichiarati indicano che il miliardo di dollari incassato si somma ai canali di reddito tradizionali del tycoon, rappresentati da accordi di royalty, transazioni legali e investimenti nel settore immobiliare.
Nel dettaglio, i bilanci evidenziano che la famiglia Trump ha capitalizzato l'esposizione sui mercati digitali ottenendo profitti reali e liquidi, tra cui spiccano 635 milioni di dollari in royalty derivanti da un'entità commerciale collegata alla "memecoin" ufficiale di Trump — lanciata a ridosso del suo insediamento presidenziale — e oltre 500 milioni di dollari ricavati dal collocamento di token tramite la scuderia finanziaria World Liberty Financial.
La pubblicazione dei dati ha innescato un immediato scontro frontale tra l'amministrazione e i vertici del Partito Democratico. Il governatore della California, Gavin Newsom, ha censurato l'operazione attraverso una dura presa di posizione affidata ai propri canali social: "Le dichiarazioni finanziarie di Trump hanno mostrato esattamente come ha funzionato il suo investimento in criptovalute: lo ha reso più ricco. I suoi sostenitori nel settore delle criptovalute sono stati presi in giro".
La risposta della Casa Bianca non si è fatta attendere, respingendo categoricamente qualsiasi ipotesi di opacità istituzionale o di sovrapposizione tra interessi privati e decisioni politiche. In una nota ufficiale trasmessa all'agenzia Afp, la vice portavoce della presidenza, Anna Kelly, ha rivendicato i risultati della linea economica dell'amministrazione, definendo le critiche come strumentalizzazioni della stampa d'opposizione: "Né il Presidente né la sua famiglia sono mai stati coinvolti, né lo saranno mai, in conflitti di interesse. Il Presidente Trump ha reso con orgoglio gli Stati Uniti la capitale mondiale delle criptovalute. Tutte le azioni del presidente Trump e della sua amministrazione sono intraprese nell'interesse del popolo americano — e i cosiddetti 'giornalisti' che sostengono il contrario non fanno altro che riproporre la stessa vecchia e falsa narrativa che i democratici e i media tradizionali vanno diffondendo da un decennio".
La polarizzazione attorno ai profitti digitali della Casa Bianca promette così di rimanere al centro dell'agenda politica di Washington, trasformando la regolamentazione dei mercati cripto in un terreno di scontro ideologico e normativo tra l'ala conservatrice e le minoranze al Congresso.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24














