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- Roma - Mercoledì 1 Luglio 2026
Vadim Ermolaev, l'attentato scuote Monaco: dalla pista dei call center alle ombre del riciclaggio, gli investigatori seguono il movente economico
L'esplosione che ha ferito gravemente l'oligarca ucraino e distrutto la sua famiglia apre numerosi scenari investigativi. Tra criminalità organizzata, frodi internazionali, riciclaggio di denaro e vecchie vicende giudiziarie, gli inquirenti concentrano l'attenzione sul passato dell'imprenditore.
Non viene considerato un atto di terrorismo, bensì un tentato omicidio pianificato con estrema precisione. È questa la direzione presa dalle indagini sull'esplosione che, nel Principato di Monaco, ha ridotto in fin di vita l'imprenditore ucraino Vadim Ermolaev, ferendo gravemente anche la sua famiglia. Secondo quanto emerge dalle prime ricostruzioni, l'obiettivo sarebbe stato esclusivamente il magnate e i suoi familiari. Gli investigatori, citati anche da Ukrainska Pravda, ritengono che il movente possa essere legato agli affari dell'oligarca e ai suoi rapporti con ambienti della criminalità organizzata. Tra le piste ritenute più concrete compare quella relativa ai call center criminali operativi nella città ucraina di Dnipro, specializzati in sofisticate frodi finanziarie. Il procuratore generale di Monaco, Stéphane Thibault, ha chiarito la linea investigativa: "Questo non è un attacco che può essere classificato come terrorismo, si indaga per tentato omicidio". Nel fascicolo aperto dalla magistratura figurano anche le ipotesi di "associazione a delinquere" e "detenzione e uso di esplosivi". Un elemento appare già certo agli inquirenti: al momento dell'esplosione nell'edificio erano presenti esclusivamente i membri della famiglia Ermolaev, circostanza che rafforza l'ipotesi di un bersaglio scelto con precisione.
La dinamica dell'esplosione
L'attentato si è consumato poco dopo le 21 di lunedì in Rue Révérend Père Louis Frolla. Le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano un uomo vestito con pantaloni chiari, giacca scura e un cappellino calato sul volto. Dopo aver appoggiato una borsa ai piedi del palazzo, si sarebbe seduto su una panchina aspettando l'arrivo della famiglia. Quando Vadim Ermolaev, la moglie e il figlio tredicenne sono giunti davanti all'edificio, il sospetto si è allontanato rapidamente percorrendo un vicolo che conduce verso Chemin de la Noix, strada che permette di superare in pochi secondi il confine con la vicina Francia, raggiungendo Beausoleil. Pochi istanti dopo è avvenuta la detonazione. Le autorità ritengono che la fuga fosse stata pianificata nei minimi dettagli e confidano di riuscire a identificare rapidamente il responsabile. "Siamo sulle sue tracce per identificarlo e fermarlo il più rapidamente possibile", ha dichiarato Thibault, aggiungendo che, "considerati i mezzi impiegati", l'arresto potrebbe avvenire in tempi brevi.
Ordigno micidiale: gravissimi Ermolaev e la moglie
L'esplosione ha provocato conseguenze devastanti. Secondo quanto riferito dal ministro Christophe Mirmand, l'ordigno era stato riempito con bulloni e pallini da caccia per aumentarne il potere distruttivo. Vadim Ermolaev è stato trasportato in gravissime condizioni all'ospedale di Nizza, dove continua a lottare tra la vita e la morte. Ancora più drammatico il bilancio per la moglie, che ha riportato ferite talmente gravi da rendere necessaria l'amputazione di entrambe le gambe. Il figlio tredicenne è rimasto anch'egli ferito, ma le sue condizioni vengono descritte come meno preoccupanti. "Sembrava una scena di guerra", raccontano alcuni residenti del quartiere ancora sotto shock dopo la violenta esplosione.
La pista ucraina e il possibile regolamento di conti
Gli investigatori stanno concentrando gran parte del lavoro sul passato dell'imprenditore e sui suoi interessi economici. Cinquantotto anni, proprietario di un vasto impero immobiliare, industriale e vitivinicolo, Ermolaev rappresenta una figura molto controversa nel panorama economico ucraino. Da tempo vive nel Principato di Monaco e possiede anche una prestigiosa villa a Saint-Jean-Cap-Ferrat. Dopo l'inizio della guerra in Ucraina è stato indicato dai servizi segreti di Kiev come uno dei membri del cosiddetto "Battaglione di Monaco", espressione utilizzata per descrivere i magnati che si sono trasferiti in Costa Azzurra mentre in patria erano oggetto di indagini. Dal dicembre 2023 il suo nome compare inoltre nell'elenco delle persone sanzionate dal Consiglio nazionale di sicurezza ucraino attraverso un decreto firmato dal presidente Volodymyr Zelensky. Secondo le accuse, avrebbe continuato a commerciare bevande alcoliche nella Crimea occupata dalla Russia nonostante il conflitto.
Le ombre sulla famiglia e la frode milionaria
Ad alimentare i sospetti degli investigatori contribuiscono anche le recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto uno dei figli dell'oligarca. Lo scorso 30 aprile Artur Ermolaev, trentenne, ha patteggiato davanti a un tribunale estone una condanna per frode organizzata. Secondo l'accusa, avrebbe coordinato una rete di call center che proponeva falsi investimenti in criptovalute e nel mercato Forex, riuscendo a truffare migliaia di persone tra Europa e Turchia. L'organizzazione, che avrebbe operato anche da diverse città ucraine, avrebbe generato profitti illeciti superiori ai 100 milioni di euro. È proprio questo filone che oggi gli investigatori stanno cercando di collegare all'attentato di Monaco, valutando l'ipotesi di un regolamento di conti maturato all'interno della criminalità organizzata internazionale.
Un patrimonio costruito tra immobili, industria e banche
Secondo la classifica di Forbes del 2021, Vadim Ermolaev occupava il 45° posto tra gli uomini più ricchi dell'Ucraina con un patrimonio stimato in circa 220 milioni di dollari. Il suo nome è legato soprattutto allo sviluppo immobiliare di Dnipro, dove ha realizzato il complesso Most-City, uno dei progetti più ambiziosi della città, diventato nel tempo centro commerciale, residenziale, direzionale e attrazione turistica. Gli investimenti dell'imprenditore si sono estesi anche ai settori della metallurgia, dell'agricoltura, dei beni di consumo e della finanza. Tra le attività più discusse figura anche la partecipazione nella banca estone Versobank, istituto successivamente liquidato nel 2018 dalle autorità europee per gravi violazioni delle normative antiriciclaggio. Secondo le contestazioni, attraverso quell'istituto sarebbero transitati oltre sette miliardi di euro, poi confluiti nei circuiti finanziari dell'Europa occidentale.
La cittadinanza cipriota e la vita in Costa Azzurra
Nel 2019 Ermolaev ha ottenuto la cittadinanza cipriota, rinunciando contestualmente a quella ucraina. "Voglio beneficiare di una protezione internazionale, perché il sistema giudiziario ucraino è lungi dall'essere perfetto e l'amministrazione fiscale non è equa", aveva spiegato in un'intervista a Forbes. Nonostante il trasferimento all'estero, l'imprenditore ha continuato a gestire numerosi investimenti nel proprio Paese, arrivando anche a inaugurare quella che viene definita la più grande centrale termica dell'Ucraina. Dalla Costa Azzurra dirigeva un impero economico costruito nel corso degli anni e conduceva una vita all'insegna del lusso, tra residenze esclusive, auto di prestigio, Bentley e un grande yacht. Ora proprio quel passato, fatto di enormi interessi economici, procedimenti giudiziari e rapporti ancora da chiarire, rappresenta il principale terreno sul quale gli investigatori cercano il movente dell'attentato che ha sconvolto Monaco.
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