Vaticano, salma Benedetto XVI in Basilica, Mattarella e Meloni rendono omaggio
Le esequie del Papa Emerito si terranno il 5 gennaio alle 9.30.
(Prima Notizia 24)
Lunedì 02 Gennaio 2023
Roma - 02 gen 2023 (Prima Notizia 24)
Le esequie del Papa Emerito si terranno il 5 gennaio alle 9.30.
La salma di Benedetto XVI è stata portata stamani nella Basilica di San Pietro. Ai suoi lati si trovano il segretario, Mons. Georg Ganswein, e le Guardie Svizzere. Per rendere omaggio al Papa Emerito, i cui funerali si terranno giovedì alle 9.30, dalle prime ore di stamani c'è una folla di fedeli, ma anche personalità politiche.

Tra i primi a entrare in Basilica, la premier Giorgia Meloni, il Ministro dell'Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. La salma di Papa Ratzinger ha ricevuto gli omaggi anche del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che stamani ha fatto visita in forma privata, prima che la Basilica fosse aperta al pubblico.

L'esposizione della salma durerà tre giorni, fino a giovedì, giorno in cui ci saranno le esequie funebri.

L'11 febbraio 2013, nel corso del Concistoro per la canonizzazione dei Martiri di Otranto, Ratzinger aveva reso nota la sua decisione di rinunciare “al ministero di vescovo di Roma”. “Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”, aveva detto, destando molti dubbi circa i veri motivi della sua rinuncia, che sembravano dovuti anche ai contrasti con la Curia di Roma e allo scandalo Vatileaks, legato alla fuga di documenti riservati ad opera del maggiordomo, Paolo Gabriele.

Benedetto XVI fu l'ottavo Papa a rassegnare le sue dimissioni.

Nato il 16 aprile del 1927 a Markt-am-Inn, in Baviera da un commissario di gendarmeria e da un'ex cuoca, nel 1953 si laureò con il titolo 'summa cum laude' in Teologia, con una tesi su Sant'Agostino, intitolata “Popolo e casa di Dio nella dottrina agostiniana della Chiesa“. Nel 1957 fu nominato Professore di Teologia Fondamentale all'Università di Monaco, poi fu Professore di Teologia Dogmatica e Fondamentale all'Istituto Superiore di Teologia e Filosofia a Frisinga.

Nel 1959 venne nominato Professore all'Università di Bonn. La prima lezione fu sul Dio della Fede e il Dio della Filosofia. Nel 1963, invece, iniziò la sua attività di Professore all'Università di Münster.

Chiamato a trasferirsi in Vaticano, il 15 febbraio del 1982 rassegnò le sue dimissioni da Arcivescovo di Monaco e Frisinga. Rimase accanto a Papa Giovanni Paolo II fino alla morte di quest'ultimo, avvenuta il 2 aprile 2005. 17 giorni dopo, alle 17.56 del 19 aprile, fu eletto al Soglio Pontificio. Il suo pontificato, oltre che per le sue dimissioni, è ricordato anche per gli scandali legati alla pedofilia, problemi che lo stesso Ratzinger tentò di affrontare, nonchè per il rigorismo dottrinale, che lo portò ad esercitare il suo ruolo nell'osservanza della tradizione e della continuità, cosa che spesso lo portò a scontrarsi con i laici.

Le sue condizioni di salute erano precarie da tempo. Il 28 dicembre scorso, nel corso dell'udienza generale, Papa Francesco, aveva chiesto di pregare per lui. “Voglio chiedere una preghiera speciale per il Papa Emerito Benedetto che nel silenzio sta sostenendo la Chiesa, ricordarlo, è molto ammalato, chiedendo al Signore che lo consoli e lo sostenga in questa testimonianza di amore alla Chiesa fino alla fine”, ha detto.

Dopo le sue dimissioni, Ratzinger viveva nel Monastero Mater Ecclesiae, con il suo segretario particolare, Mons. Ganswein, e le “Memores Domini”, consacrate laiche che gli avevano prestato assistenza durante la vita quotidiana. Prima di Natale, Francesco e Ganswein avevano parlato di lui come una persona 'lucida' e dedicata alla preghiera.

Ricevette molte visite fino all'ultimo. All'inizio di dicembre, infatti, ricevette in udienza i due studiosi che avevano vinto il Premio Ratzinger, il biblista francese padre Michel Fèdou e il giurista ebreo Prof. Joseph Halevi Horowitz Weiler, accompagnati da Ganswein e dall'ex portavoce della Sala Stampa Vaticana e attuale presidente della Fondazione Ratiznger-Benedetto XVI, Federico Lombardi.

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