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  • Roma - Giovedì 10 Settembre 2026

Via libera bipartisan della Camera alla legge sul cinema: dal 2028 nasce l'Agenzia per l'audiovisivo

Il provvedimento passa all'esame del Senato dopo il voto con 218 favorevoli e 6 contrari. Soddisfatti la segretaria del Pd Schlein e il ministro della Cultura Giuli.

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L'Aula della Camera ha approvato a larga maggioranza la proposta di legge di riforma del cinema e dell'audiovisivo, che interviene sull'assetto definito dalla legge 220 del 2016 e delega il governo al riordino della materia.

Il testo unificato, nato dalla convergenza di cinque proposte di legge presentate sia dalla maggioranza che dall'opposizione e basato su un primo testo a firma della segretaria del Pd Elly Schlein, ha ottenuto 218 voti favorevoli e 6 contrari. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato per la seconda lettura.

"Siamo molto soddisfatti di questo primo passo, perché sulla cultura il parlamento deve saper costruire delle convergenze larghe, perché il cinema appartiene a tutti, è un patrimonio della Repubblica", ha dichiarato in Aula la segretaria del Pd Elly Schlein, ringraziando "Pupi Avati che aveva rivolto un appello a me e alla presidente Meloni di lavorare trasversalmente per aiutare un settore fondamentale come il cinema che abbiamo voluto raccogliere".

Schlein ha ricordato che "serviranno risorse per attuare questa legge a partire dalla prossima legge di bilancio" e che la norma "finalmente istituisce l'agenzia per il cinema l'audiovisivo, un organismo indipendente a cui destinare una parte dei compiti operativi oggi assegnati alla direzione generale per il cinema e l'audiovisivo per garantire maggiore autonomia e trasparenza, sottraendo le scelte strategiche al condizionamento della politica".

Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli: "Il via libera della Camera alla riforma del cinema e dell’audiovisivo è un risultato concreto, frutto del contributo di maggioranza e opposizioni. Un modello di coesione che pone al centro l’interesse del settore. Con questo provvedimento inauguriamo uno stilnovo nei rapporti con il cinema, fondato sul dialogo, sulla fiducia e sulla responsabilità reciproca".

Il ministro ha aggiunto che "l’istituzione dell’Agenzia, la programmazione triennale, le finestre temporali certe e il rafforzamento dei controlli ponendo le basi per procedure più trasparenti e tempi prevedibili", sottolineando che "il voto della Camera conferma la centralità del Parlamento e dà forma concreta all’appello che, alla cerimonia dei David di Donatello, avevo rivolto a tutte le forze politiche: lavorare insieme per una riforma condivisa del sistema audiovisivo nazionale".

Il punto centrale del testo riguarda l'istituzione, a partire dal 1° gennaio 2028, dell'Agenzia per il cinema e l'audiovisivo. L'ente pubblico, dotato di autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale, erediterà le funzioni operative oggi in capo alla Direzione generale Cinema e audiovisivo del ministero della Cultura, al quale rimarranno i compiti di indirizzo politico, vigilanza e ispezione.

L'Agenzia gestirà le risorse pubbliche, l'accesso al credito per le imprese e i rapporti con le Film Commission, affiancata dal Forum del cinema e dell'audiovisivo con compiti consultivi e di monitoraggio.

La legge conferisce inoltre al Governo una delega di due anni per l'emanazione di decreti legislativi finalizzati al riordino complessivo della disciplina. Tra i criteri stabiliti figurano la pianificazione triennale, l'erogazione dei contributi attraverso almeno due finestre annuali e la rimodulazione del tax credit secondo parametri di selettività legati alle dimensioni aziendali, alla qualità delle opere e alla congruità dei costi, con tutele per le opere prime e seconde, i giovani autori, le piccole imprese e le sale cinematografiche.

Il testo introduce anche norme per il settore dei videogiochi, principi di trasparenza e tutela del diritto d'autore nell'impiego dell'intelligenza artificiale, oltre al progetto per la creazione di un Polo nazionale del cinema e dell'audiovisivo in raccordo con Cinecittà e la Fondazione Centro sperimentale di cinematografia.

Sul fronte della tutela del lavoro, la delega prevede la revisione degli ammortizzatori sociali, dell'indennità di discontinuità e l'istituzione dal 2027 al 2030 di un Fondo per il sostegno ai lavoratori dello spettacolo in emergenza pensionistica, dotato di 10 milioni di euro all'anno.

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