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  • Roma - Venerdì 24 Luglio 2026

Virus respiratorio sinciziale: ogni anno in Italia 26 mila ricoveri e 1.800 morti. Associazioni: "Vaccini gratuiti a fragili e anziani"

Presentata a Montecitorio la campagna 'I Silenzi dell’Rsv'. Gli esperti sollecitano l'aggiornamento del calendario vaccinale nazionale per superare le disomogeneità regionali.

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Ogni anno in Italia causa circa 290.000 infezioni respiratorie acute, oltre 26.000 ricoveri ospedalieri e circa 1.800 decessi tra gli adulti, colpendo duramente anziani e persone affette da malattie croniche respiratorie, cardiache, renali o diabete.

È il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV), al centro della campagna nazionale di sensibilizzazione "I Silenzi dell’RSV" presentata oggi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.

L'iniziativa, promossa da una vasta coalizione di associazioni di pazienti in collaborazione con la società Helaglobe e ospitata su impulso del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, punta a sollecitare i decisori politici affinché la copertura vaccinale venga estesa agli adulti e ai soggetti fragili in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, in linea con quanto già avviene negli Stati Uniti, nel Regno Unito e secondo le indicazioni dell'EMA.

Durante la conferenza stampa è stato inoltre proiettato il video-manifesto della campagna, incentrato sul tema dell'assenza e del tempo sottratto dalla malattia, che si chiude con un appello chiaro: "Oggi esiste un vaccino contro il virus respiratorio sinciziale per gli adulti! Una nuova opportunità per proteggere chi è più fragile: parlane con il tuo medico".

"Seguo da anni l’aspetto della profilassi e il nostro ufficio si occupa non solo di malattie emergenziali, ma anche infettive – e possiamo dire che l’infezione da RSV è sottostimata. Come Ministero della Salute abbiamo già cominciato dal 2024 a emanare delle circolari per promuovere le vaccinazioni tra neonati e pazienti fragili. Con l’Istituto Superiore di Sanità stiamo aggiornando il calendario vaccinale coinvolgendo molteplici dipartimenti. Nei prossimi mesi vedremo come inserire anche la vaccinazione dell’anziano e dell’adulto fragile. Ad oggi ci sono alcune Regioni che sono pronte a somministrare questi vaccini, ma noi dobbiamo essere pronti in tutte le Regioni del nostro Paese", ha spiegato Anna Caraglia, Direttore dell'Ufficio 3 (Emergenze Sanitarie) del Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute.

Sulle criticità legate alla diagnosi e all'informazione è intervenuto Salvatore D’Antonio, Presidente dell’Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus: "L’RSV è una patologia silenziosa e difficile da individuare, poiché spesso scambiata per una normale influenza stagionale o un’infezione batterica. Questo porta a un ricorso improprio agli antibiotici: in inverno assistiamo a un aumento del 40% del loro consumo, pur trattandosi di un’infezione virale. Ma c’è anche un grande problema di informazione. Da un’indagine su 500 nostri pazienti vaccinati per l’influenza, quasi il 60% ignorava l’esistenza del Virus Sinciziale. Oggi ci troviamo nella scomoda posizione di dover spiegare a chi vuole proteggersi che la vaccinazione non è ancora garantita in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale".

Sull'impatto economico ed epidemiologico ha fatto il punto Davide Cafiero di Helaglobe: "È importante lavorare sulla prevenzione della popolazione. In Italia l’RSV causa quasi 30mila ricoveri con 1800 decessi. I più colpiti sono ovviamente i pazienti fragili. Per questa ragione fare prevenzione significa anche ammortizzare i costi per la sanità pubblica".

A evidenziare le complicanze sistemiche dell'infezione Massimo Andreoni, Professore Ordinario di Malattie Infettive all’Università Tor Vergata di Roma e membro del Consiglio Superiore di Sanità: "I dati su RSV sono probabilmente superiori a quanto sappiamo. Il Virus Respiratorio Sinciziale può portare anche a circa 50mila ricoveri annui. Ciò che deve far riflettere sulla centralità della prevenzione è come queste insidiose malattie infettive possano vanificare spesso interventi di sanità pubblica. Prendiamo un paziente anziano con una protesi o un giovane affetto da tumore. Ebbene, gli sforzi e le grandi spese per queste altre patologie vengono vanificate da infezioni che, come nel caso dell’RSV, possono essere prevenute. Noi non capiamo l’impatto della malattia. Vaccinare da RSV riduce, per esempio, del 10% i ricoveri per infarti del miocardio. Sappiamo che l’RSV è altamente infiammatorio, evidentemente queste situazioni di infiammazione acuta compromettono il paziente con patologie cardiache. Non solo nel ricovero, ma anche nella fase successiva al ricovero".

Infine, l'accento sul valore della corretta divulgazione è stato posto da Eleonora Zazza, Presidente del Corecom Lazio: "La prevenzione passa anche da una corretta fruizione dell’informazione. Negli ultimi anni stiamo vedendo che la salute del cittadino non si tutela solo nei reparti ospedalieri o attraverso l’assunzione dei farmaci, ma inizia dal diritto a ricevere un’informazione chiara, scientificamente validata e accessibile. Quando parliamo di prevenzione e di campagne vaccinali per soggetti fragili (come quella contro l’RSV), la comunicazione non è un accessorio: è una vera e propria prestazione sanitaria.

Sui canali digitali e sui social network assistiamo quotidianamente a fenomeni di ‘infodemia’ e alla proliferazione di notizie distorte, che spesso colpiscono proprio le fasce più vulnerabili della popolazione: anziani, malati cronici e caregiver. La disinformazione in ambito sanitario non è una semplice opinione, ma un rischio concreto che allontana le persone dalla prevenzione e genera paure infondate. È fondamentale promuovere un uso consapevole dei social media, trasformandoli da luoghi di potenziale disorientamento a canali di divulgazione istituzionale e certificata".

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