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  • Trento - Mercoledì 20 Maggio 2026

Salvini: "Vannacci? Non ho paura di nessuno, per uno che va ne arrivano dieci"

Il leader della Lega minimizza i malumori interni al partito e le defezioni dell'ultimo periodo, spostando l'attenzione sulle emergenze reali del Paese. Il vicepremier si dice allarmato per i rincari, i conflitti globali e il rischio di un blocco per imprese e trasporti.

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Il segretario federale della Lega e ministro delle Infrastrutture sfrutta la platea del Festival dell’Economia di Trento per mandare un messaggio di assoluta serenità sulla tenuta del suo movimento politico, spostando l'asse del dibattito dalle polemiche interne alle grandi preoccupazioni macroeconomiche che gravano sul Paese.

Interpellato dai giornalisti in merito ai timori di una possibile scissione o di un contraccolpo legato alle posizioni del generale Roberto Vannacci e agli addii eccellenti registrati nelle ultime settimane, il leader leghista ha liquidato la questione con una battuta netta: “Per uno che va, dieci ne arrivano”.

Il vicepremier ha voluto ribadire che la sua attenzione istituzionale e personale è totalmente assorbita dalle variabili internazionali e dai rischi reali che minacciano la crescita italiana, definendo irrilevanti i piccoli posizionamenti di palazzo rispetto allo spettro dell'inflazione e dei venti di guerra. “Io temo solo gli eventi esterni che non posso controllare, le guerre soprattutto. Non temo nessuno, non ho paura di nessuno, sono preoccupato della situazione economica. Sarei un folle da ministro che si occupa di lavori pubblici se non fossi preoccupato perché con questi aumenti dei prezzi e con qualcuno che mi dice aspetta a spendere perché il malato non è ancora abbastanza grave, sì che sono preoccupato perché se si fermano i camion, se si fermano le aziende se la gente non compra, la situazione economica è complicata”, ha spiegato Salvini.

Per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il termometro del Paese si misura sulla tenuta dei cantieri, dei consumi e della logistica, e non sulle oscillazioni dei consensi o sulle discussioni interne alle correnti di partito. La centralità dell'azione di governo, a suo dire, non può essere condizionata dalle consuete schermaglie della politica estiva. “Non sono preoccupato per dinamiche politiche per gente che va a gente che viene, sondaggi, conflitti, nomine, no, quello no”, ha concluso in modo perentorio il numero uno di Via Bellerio.

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