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  • L'Aquila - Martedì 23 Giugno 2026

Allarme clima, studio Cnr-Univaq: il riscaldamento globale sta accelerando, svolta avvenuta nel 2013-14

I ricercatori attestano che, depurati da fluttuazioni annuali, il riscaldamento globale è raddoppiato nell'ultimo decennio, richiedendo azioni urgenti.

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La comunità scientifica internazionale si interroga da tempo sulla possibile accelerazione dei mutamenti climatici, scontrandosi spesso con dati contrastanti dovuti alle oscillazioni termiche annuali legate a fenomeni ciclici naturali come El Niño.

Per superare questi elementi di disturbo e fare chiarezza sul trend in atto, un'indagine approfondita condotta dall'Università dell'Aquila in sinergia con l'Istituto sull'inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iia) ha introdotto un innovativo e solido modello matematico per esaminare l'andamento storico delle temperature planetarie.

La ricerca, apparsa sulle pagine della prestigiosa pubblicazione internazionale Climate, ha permesso di isolare con esattezza il momento in cui i parametri termici hanno subito un'impennata senza precedenti. 

L'analisi critica ha preso le mosse da precedenti pubblicazioni estere, correggendone le debolezze metodologiche per giungere a conclusioni matematicamente inoppugnabili.

“Nel nostro lavoro – spiega Umberto Triacca del Dipartimento di ingegneria e scienze dell’informazione e matematica (Disim) dell’Università dell’Aquila, primo autore dell’articolo – siamo partiti da uno studio recente di colleghi stranieri che, una volta depurate cinque diverse serie di temperature globali dai fattori di variabilità naturale, riscontravano effettivamente un cambiamento nel tasso di riscaldamento dai primi anni del decennio scorso.

Tuttavia, come mostriamo, la loro analisi statistica non rendeva assolutamente affidabili i risultati. Abbiamo così applicato una metodica diversa, evidenziando un chiaro punto di svolta nel 2013-2014, anni da cui il tasso di aumento della temperatura globale è addirittura raddoppiato, da 0,16-0,18 °C/decennio a 0,34-0,42”.

Questo incremento, espresso in frazioni di grado per ogni arco decennale, certifica come la progressione del riscaldamento sia oggi due volte più rapida rispetto al ciclo antecedente al biennio di rottura. I riscontri scientifici poggiano su database storici di assoluto rilievo nel panorama della climatologia globale.

“I nostri risultati sono estremamente affidabili e valgono per tutte le serie considerate, che vengono dai centri di ricerca più importanti: NASA, NOAA, HadCRU, Berkeley ed ERA5”, continua Antonello Pasini (Cnr-Iia), autore corrispondente dell’articolo. “Lo sviluppo di questi studi sarà collegare questo cambio di passo della temperatura globale alle sue possibili cause, naturali o dovute all’azione umana, cercando analoghi punti di cambiamento in altre variabili causali come le emissioni antropogeniche di solfati o le proprietà di riflettività del pianeta. Dopo queste analisi statistiche potremo analizzare l’evoluzione del sistema clima con i nostri modelli dinamici e di intelligenza artificiale”.

In attesa di mappare con precisione millimetrica l'interazione tra i diversi fattori e i rispettivi pesi nell'attuale dinamica termica, gli studiosi richiamano l'attenzione sulla necessità di agire con prontezza sulle leve industriali e comportamentali già note, riducendo la pressione sugli ecosistemi. “Nell’attuale contesto, in cui assistiamo a un nuovo cambiamento ma non ne comprendiamo ancora le cause specifiche, riteniamo che diventi ancora più importante agire negli ambiti che possiamo controllare e ridurre al minimo, per quanto possibile, l’impatto umano sull’aumento delle temperature”, conclude Pasini.

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