
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 23 Giugno 2026
Cybercrime, Palazzo Chigi lancia l'allarme: "In corso tentativi di truffa a imprenditori a nome del sottosegretario Mantovano"
Attivate le indagini a seguito dell'esposto presentato dal sottosegretario.
Le istituzioni centrali dello Stato hanno diramato un avviso urgente rivolto al tessuto produttivo nazionale per bloccare una pericolosa campagna di raggiri digitali basata sul furto d'identità. Gli uffici della Presidenza del Consiglio hanno intercettato manovre fraudolente orchestrate da ignoti per colpire i rappresentanti legali e i titolari di aziende nel Paese, utilizzando abusivamente il nome dei massimi vertici governativi per dare credibilità alle richieste.
"In questi giorni si stanno riscontrando tentativi di truffa ai danni di imprenditori italiani attraverso falsi account WhatsApp, arbitrariamente attribuiti al sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano", si legge in una nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La strategia adottata dai criminali informatici si sviluppa attraverso schemi multilivello, mirati sia all'ottenimento immediato di risorse economiche sia al furto di credenziali istituzionali da spendere in successive azioni criminose. I messaggi fraudolenti sono formulati per spingere le vittime a effettuare transazioni finanziarie a fondo perduto, mascherate da sostegni a progetti pubblici del tutto inventati.
"I messaggi mirano a indurre i destinatari a sottoscrivere 'accordi di riservatezza' o a inviare somme di denaro, con la richiesta di contributi economici per inesistenti iniziative governative. In altri casi l'obiettivo è acquisire dati e informazioni sensibili dello stesso destinatario, come la firma olografa del vertice di un'azienda, che in un secondo momento viene utilizzata per ingannare dipendenti o clienti e ottenere trasferimenti di denaro", si legge ancora nella nota.
Le strutture di sicurezza informatica della Presidenza hanno analizzato la metodologia tecnica applicata in questa ondata di attacchi, evidenziando come i truffatori puntino sulla verosimiglianza formale delle comunicazioni per trarre in inganno gli operatori economici più esposti. Lo schema ricalca un cliché tipico della criminalità informatica: richieste di contatto, inoltrate tramite i sistemi di messaggistica istantanea da account registrati con false generalità e con fotografie di soggetti che rivestono ruoli istituzionali, formulate con modalità assai verosimili. Quando il destinatario accetta il contatto, segue una corrispondenza e-mail che contiene di norma l'invito a sottoscrivere un accordo di riservatezza, o comunque istruzioni per mantenere attivo lo scambio.
A seguito della scoperta della rete di profili contraffatti, sono scattate le contromisure sul piano giudiziario e di polizia giudiziaria per individuare la provenienza geografica e gli indirizzi IP dei dispositivi utilizzati dai truffatori. "Sono in corso attività informative e investigative, anche a seguito della denuncia che lo stesso Mantovano ha presentato non appena venuto a conoscenza dell'uso indebito del proprio nome e della propria immagine", conclude Palazzo Chigi.
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