
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 7 Maggio 2026
Allarme della Fao: con crisi Hormuz e fertilizzanti, sicurezza alimentare a rischio
Il Direttore Generale Qu Dongyu avverte: le perturbazioni nello Stretto peseranno sui raccolti fino al 2027. Alla riunione MED9++ di Roma, l'Organizzazione chiede un’azione coordinata immediata per proteggere le catene di approvvigionamento e i Paesi più vulnerabili.
La scarsità globale di fertilizzanti causata dalle perturbazioni nello Stretto di Hormuz comporterà rese agricole inferiori e un’ulteriore contrazione delle disponibilità alimentari nella seconda metà del 2026 e nel corso del 2027.
A lanciare l’allarme è il direttore generale della Fao, Qu Dongyu, intervenuto oggi alla Riunione Ministeriale dei Paesi MED9++ su “Sostegno alla Sicurezza Alimentare e all’Accesso ai Fertilizzanti”, co-presieduta dalla Fao, dall’Italia e dalla Croazia.
Rivolgendosi a ministri e alti rappresentanti riuniti a Roma, il direttore ha sottolineato come la crisi attuale vada ben al di là della dimensione geopolitica, incidendo in misura crescente sulla produzione alimentare, gli scambi commerciali e l’accesso al cibo.
“Ci incontriamo in un momento di grande difficoltà – ha detto – non si tratta soltanto di una crisi geopolitica, ma di uno shock al cuore stesso del sistema agroalimentare globale”.
Qu Dongyu ha evidenziato l’importanza strategica dello Stretto di Hormuz per il movimento di petrolio, gas e fertilizzanti, spiegando che la pressione sui mercati sta già aumentando i costi energetici e comprimendo la produzione agricola.
“L’agricoltura risponde a un calendario colturale che non può essere posticipato”, ha aggiunto Qu, spiegando che se i fertilizzanti non arrivano in tempo per la concimazione, i raccolti ne risentono inevitabilmente. Un ritardo di poche settimane costringe infatti gli agricoltori a ridurre l'uso degli input, trasmettendo gli effetti negativi alle forniture alimentari dei prossimi due anni, con i paesi di Africa e Asia tra i più esposti al rischio.
Per uscire dall'emergenza, il direttore della Fao ha delineato tre aree di intervento necessarie. Nel breve termine occorre mantenere attive le catene di approvvigionamento facilitando rotte alternative ed evitando restrizioni all'export.
Nel medio periodo è fondamentale rafforzare il coordinamento regionale e diversificare le fonti di approvvigionamento. Infine, nel lungo termine, serve una trasformazione strutturale per ridurre la dipendenza dalle rotte concentrate e dai combustibili fossili, investendo in agricoltura sostenibile e sistemi logistici più resilienti.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















