- Prima Notizia 24
- Domenica 26 Aprile 2026
Arbitri, Chinè rompe il silenzio: “Solo ricostruzioni fantasiose, pronti a riaprire l’indagine”
Il procuratore federale della Figc interviene sulle notizie circolate nelle ultime ore sull’inchiesta relativa alla sala Var durante Udinese-Parma. Confermata l’archiviazione del procedimento sportivo avviato nel 2025, ma resta aperta la possibilità di una nuova istruttoria in presenza di elementi decisivi dall’indagine penale di Milano.
Giuseppe Chinè interviene pubblicamente per respingere con fermezza le ricostruzioni emerse sulla stampa nelle ultime ore sull’inchiesta arbitrale relativa a un presunto intervento esterno in sala Var durante Udinese-Parma. In una nota, il procuratore federale della Figc parla di notizie “non veritiere e financo fantasiose”, rivendicando la correttezza dell’operato della Procura Federale.
Chinè precisa di aver ricevuto il 21 maggio 2025 un solo esposto, firmato dall’assistente arbitrale Domenico Rocca, relativo al presunto coinvolgimento esterno del designatore Gianluca Rocchi nella sala Var. Da quel momento, sottolinea, la Procura ha avviato immediatamente gli accertamenti previsti dal Codice di Giustizia Sportiva, ascoltando tutti i soggetti coinvolti o potenzialmente informati sui fatti.
Secondo quanto spiegato nella nota, dall’attività istruttoria e dalle testimonianze raccolte nella palazzina di Lissone non sarebbero emerse condotte disciplinarmente rilevanti a carico di tesserati Aia. Proprio per questo, nel luglio 2025, la Procura Federale ha proposto alla Procura Generale dello Sport presso il Coni l’archiviazione del procedimento, proposta poi condivisa sulla base degli atti disponibili.
Il quadro, tuttavia, potrebbe non essere definitivo. Chinè conferma infatti di essersi già attivato in relazione agli eventuali sviluppi dell’indagine della Procura della Repubblica di Milano. Il procuratore federale spiega di aver chiesto formalmente gli atti del procedimento penale, ove accessibili, per verificare la presenza di nuovi elementi di rilievo disciplinare sportivo.
La linea della Figc, dunque, resta duplice: da un lato la difesa del lavoro svolto finora dalla giustizia sportiva, dall’altro la disponibilità a riaprire il fascicolo qualora emergano prove nuove e ritenute decisive. Una presa di posizione netta, che punta a spegnere le polemiche sul passato ma anche a lasciare aperta la porta a ulteriori sviluppi sul fronte dell’inchiesta.
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