
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 17 Giugno 2026
Acqua Summit 2026, Dell’Acqua (Arera): “Dove c’è regolazione il sistema funziona meglio
Il presidente di Arera, Nicola Dell’Acqua, sottolinea l'importanza della regolazione del servizio idrico e la tutela dei cittadini dai costi degli inquinanti.
Completare il percorso di regolazione del servizio idrico e tutelare i cittadini dai costi legati agli inquinanti emergenti. Sono questi alcuni dei temi al centro dell'intervento del presidente di Arera, Nicola Dell’Acqua, nel corso di Acqua Summit 2026, l'evento promosso dal Sole 24 Ore e Radiocor in svolgimento al Museo dell'Ara Pacis di Roma. "Dove il sistema è regolato, il sistema funziona meglio", ha affermato Dell’Acqua, ricordando come già le analisi condotte sul periodo 2010-2016 avessero evidenziato performance migliori nelle aree sottoposte a regolazione. "Non è affatto vero che una maggiore regolazione significhi necessariamente costi più elevati", ha sottolineato.
Secondo il presidente di Arera, la priorità resta l'attuazione piena delle norme già esistenti. "Dove non esiste una gestione strutturata, le perdite sono maggiori, i servizi sono peggiori e i cittadini ricevono prestazioni di qualità inferiore", ha spiegato. Sul fronte delle tariffe, Dell’Acqua ha ricordato che quelle italiane restano tra le più basse d'Europa, evidenziando però il peso crescente dei costi energetici. "Circa il 30% del costo del servizio idrico è legato all'energia elettrica", ha osservato, spiegando che l'Autorità sta valutando nuovi modelli per destinare una quota maggiore delle risorse tariffarie agli investimenti, così da migliorare l'efficienza e contenere i costi operativi nel lungo periodo.
Uno dei passaggi più significativi dell'intervento ha riguardato il tema degli inquinanti emergenti. "La posizione di Arera è molto chiara: non può essere l'utente finale a sostenere costi che derivano da responsabilità altrui", ha dichiarato Dell’Acqua. "La nostra attenzione sarà massima affinché i cittadini paghino soltanto i costi che effettivamente competono loro". Il presidente dell'Autorità ha inoltre richiamato l'attenzione sull'impatto dei data center, non soltanto dal punto di vista energetico ma anche sotto il profilo del consumo idrico. "Oggi è possibile progettare infrastrutture capaci di recuperare oltre il 90-95% dell'acqua utilizzata. Il riciclo dell'acqua dovrà diventare un elemento imprescindibile", ha evidenziato.
Guardando alle prospettive future, Dell’Acqua ha espresso particolare preoccupazione per la crescita dei consumi energetici. "L'Italia prevede di passare dagli attuali circa 300 terawattora a oltre 500 terawattora nel prossimo decennio, ma lo sviluppo massiccio dei data center potrebbe accelerare ulteriormente questa crescita. Per questo stiamo lavorando sull'autoconsumo e sulla produzione dedicata. Dobbiamo costruire un modello sostenibile sia dal punto di vista idrico sia da quello energetico. È questa la vera sfida che abbiamo davanti", ha concluso.
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