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  • Roma - Mercoledì 17 Giugno 2026

Addio al cardinale Camillo Ruini, punto di riferimento per l’Opus Dei e il cattolicesimo conservatore italiano

Con la morte del cardinale Camillo Ruini, la Chiesa italiana perde un influente leader del cattolicesimo, noto per il suo dialogo con il mondo laico e la sua visione della fede.

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di Valerio Viola

Con la scomparsa del cardinale Camillo Ruini, all'età di 95 anni, la Chiesa italiana perde una delle personalità più influenti del secondo Novecento e dei primi anni del nuovo millennio. Già presidente della Conferenza Episcopale Italiana dal 1991 al 2007 e vicario del Papa per la diocesi di Roma, Ruini è stato una delle voci più autorevoli del cattolicesimo italiano, particolarmente apprezzato negli ambienti ecclesiali più attenti alla difesa dell'identità cristiana e dei valori non negoziabili.

Nel corso della sua lunga attività pastorale e culturale, il porporato ha mantenuto un dialogo costante e proficuo con numerose realtà del mondo cattolico, tra le quali un posto significativo è stato occupato dall'Opus Dei. Pur non essendo mai appartenuto all'Opera fondata da Josemaría Escrivá, Ruini ne condivideva la convinzione circa il ruolo centrale dei laici nella trasformazione cristiana della società e l'importanza di una presenza qualificata dei credenti nei luoghi della cultura, delle professioni e delle istituzioni.

Non a caso, negli ambienti dell'Opus Dei il cardinale emiliano è sempre stato considerato un interlocutore privilegiato e una figura di grande autorevolezza, capace di interpretare le sfide della secolarizzazione senza rinunciare alla testimonianza pubblica della fede. La sua riflessione sulla famiglia, sulla bioetica, sulla dignità della persona e sulle radici cristiane dell'Europa trovò spesso consonanza con la sensibilità dell'Opera e con quella parte del mondo cattolico impegnata a coniugare fede e responsabilità civile.

Nato a Sassuolo nel 1931, Ruini ha accompagnato una stagione decisiva della vita ecclesiale italiana, caratterizzata da un forte protagonismo dei laici e da una presenza incisiva della Chiesa nel dibattito culturale e sociale del Paese. Lo stretto legame con san Giovanni Paolo II contribuì a rafforzarne il ruolo, facendone uno dei principali interpreti del magistero wojtyliano in Italia.

Anche dopo il ritiro dagli incarichi istituzionali, il cardinale ha continuato a offrire contributi e riflessioni che hanno suscitato interesse ben oltre gli ambienti ecclesiastici, mantenendo una particolare attenzione alle sfide antropologiche e culturali del nostro tempo.

Con la sua morte si chiude una pagina importante del cattolicesimo italiano. Per molti ambienti vicini all'Opus Dei e al mondo cattolico conservatore, Camillo Ruini ha rappresentato una guida intellettuale e spirituale, un punto di riferimento capace di coniugare fedeltà alla tradizione e presenza attiva nella società contemporanea.

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