
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 17 Giugno 2026
Acqua, Pichetto Fratin: “Servono gestori più forti e meno dispersioni. Oggi riusiamo solo il 5% delle acque recuperabili”
Il ministro Pichetto Fratin propone riforme per il servizio idrico in Italia, puntando su investimenti, riuso delle acque e gestione centralizzata.
Ridurre la frammentazione del servizio idrico, rafforzare gli investimenti nelle infrastrutture, aumentare il riuso delle acque e migliorare l'efficienza dei sistemi irrigui. Sono queste le direttrici indicate dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo all'Acqua Summit 2026 promosso da Il Sole 24 Ore e Radiocor, ospitato al Museo dell'Ara Pacis di Roma. Il ministro ha ricordato come l'Italia sia tra il terzo e il quarto Paese europeo per disponibilità di risorse idriche, grazie a quasi 10 mila tra grandi e piccoli bacini, ma ha evidenziato che l'85% dei consumi continua a dipendere dal prelievo dalle falde profonde.
Pichetto Fratin ha sottolineato le criticità strutturali del sistema, spiegando che al suo insediamento il Paese contava 2.691 gestori del servizio idrico, molti dei quali caratterizzati da problemi di sostenibilità. Da qui la necessità di una profonda riorganizzazione del settore. «Stiamo lavorando a una riduzione del numero dei gestori. Il modello degli ambiti territoriali con un gestore unico consentirebbe di passare da migliaia di operatori a poco più di un centinaio, creando soggetti più solidi e capaci di sostenere gli investimenti necessari», ha dichiarato.
Tra le principali emergenze resta quella delle perdite lungo la rete idrica. «La dispersione supera il 42% e in molti casi esistono situazioni paradossali con dighe piene d'acqua e territori vicini che non riescono a beneficiarne per la mancanza di infrastrutture adeguate», ha osservato il ministro.Un passaggio significativo è stato dedicato all'agricoltura, settore nel quale il titolare del Mase ha indicato come prioritaria la diffusione dell'irrigazione a goccia, considerata uno strumento essenziale per ridurre i consumi e aumentare l'efficienza produttiva.
Sul fronte climatico, Pichetto Fratin ha ribadito che «non piove meno, ma piove in modo diverso», con precipitazioni sempre più intense e concentrate. Per questo, secondo il ministro, diventa fondamentale aumentare la capacità di raccolta e accumulo delle acque nei periodi di maggiore disponibilità, rafforzando al tempo stesso le politiche di prevenzione del dissesto idrogeologico. Particolarmente preoccupante il dato relativo al riuso delle acque. Attualmente vengono riutilizzati appena 500 milioni di metri cubi, pari al 5% dei 10 miliardi di metri cubi potenzialmente recuperabili. «L'obiettivo è arrivare almeno al 50%», ha affermato, evidenziando la necessità di superare gli ostacoli normativi e burocratici che ancora frenano lo sviluppo del settore.
Il ministro ha inoltre richiamato l'attenzione sul ruolo della desalinizzazione, soprattutto per le isole minori e le aree con ridotta disponibilità di acqua dolce. Tra le ipotesi allo studio figurano anche soluzioni innovative come i dissalatori navali, pur tenendo conto dei costi elevati e delle problematiche ambientali legate allo smaltimento della salamoia. Guardando agli scenari internazionali, Pichetto Fratin ha rivendicato il ruolo assunto dall'Italia nella governance globale dell'acqua. Dopo aver portato per la prima volta il tema idrico all'interno dei lavori del G7, il nostro Paese punta a consolidare la propria leadership nel Mediterraneo e a promuovere una gestione sostenibile delle risorse idriche anche a beneficio dei Paesi della sponda sud.
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