
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 14 Luglio 2026
Auto, Urso all'Ue: "Crisi riguarda intera filiera, ora riforme o sarà deindustrializzazione"
Il ministro apre il tavolo automotive a Palazzo Piacentini alla presenza di Stellantis, sindacati e Regioni: "L'epicentro è a Bruxelles, nelle follie del Green Deal che favoriscono la Cina".
Un grido d'allarme e, insieme, una richiesta di netta inversione di rotta indirizzata direttamente ai vertici delle istituzioni comunitarie. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha aperto a Palazzo Piacentini il tavolo automotive – alla presenza del sottosegretario con delega alle crisi d'impresa, Fausta Bergamotto, dei vertici di Stellantis, delle rappresentanze sindacali, delle associazioni datoriali e delle Regioni sede degli stabilimenti produttivi – delineando la drammatica situazione in cui versa il comparto a livello continentale.
“Non c’è più tempo da perdere: il 2026 deve essere l’anno delle riforme europee. Se non interveniamo subito, la transizione si trasformerà in deindustrializzazione”, ha scandito con fermezza il titolare del Mimit, evidenziando come l'Italia si sia già mossa presentando un documento strategico ("non paper") insieme alla Repubblica Ceca che ha consentito di ottenere il rinvio delle sanzioni e l'anticipo della revisione del regolamento sulle emissioni di CO2.
Secondo Urso, la radice delle attuali sofferenze occupazionali e produttive che stanno colpendo i principali marchi dell'automobilismo europeo risiede nelle scelte regolatorie adottate negli ultimi anni a livello comunitario. “L’epicentro della crisi è a Bruxelles nelle follie del Green Deal, che ha messo in ginocchio l’industria automobilistica europea, favorendo la tecnologia e la produzione cinese. Oggi i fatti dimostrano che avevano ragione. Non è soltanto Volkswagen in grave difficoltà: la crisis sta investendo i principali costruttori europei e rischia di travolgere l’intera filiera industriale del continente”, ha aggiunto il ministro secondo quanto riferito in una nota ufficiale.
Per fare fronte a questa emergenza, il ministro ha ribadito la necessità che l'Unione Europea riconosca pienamente il principio di neutralità tecnologica e anticipi l’attuazione dell’Industrial Accelerator Act (Iaa), spiegando che non si può attendere fino al 2029 per introdurre requisiti di tutela come il Made in Europe e il Low Carbon.
Sul piano nazionale, Urso ha illustrato i dettagli del nuovo Dpcm automotive per il periodo 2026-2030, che mette sul piatto un pacchetto di risorse da 1,35 miliardi di euro. Con un cambio di rotta rispetto al passato, l'esecutivo ha destinato il 70% di questi fondi a sostegno diretto della filiera produttiva tramite Accordi per l’innovazione e mini Contratti di sviluppo pensati per agevolare l’accesso delle piccole e medie imprese (Pmi).
Per quanto riguarda invece il sostegno alla domanda, il provvedimento introduce incentivi strutturali dedicati ai veicoli commerciali (categoria L), al retrofit e alle colonnine di ricarica, affiancati da uno schema di noleggio sociale a lungo termine mirato a supportare le famiglie a basso reddito.
A conclusione dell'incontro, il ministro ha affrontato il dossier Stellantis, assicurando che il governo manterrà la massima vigilanza sull'avanzamento industriale del gruppo in Italia e sul rispetto formale degli impegni occupazionali e produttivi sottoscritti. “Cinque miliardi di euro in nuove tecnologie, piattaforme e modelli più in sintonia con il mercato, insieme a 7 miliardi di contratti ogni anno per la filiera della componentistica, indicano la strada per salvaguardare tutti gli stabilimenti, l’occupazione e rilanciare la produzione. Un risultato ancora più significativo se confrontato con quanto sta accadendo altrove, a cominciare dalla Germania”, ha concluso il ministro Urso.
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