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- Roma - Mercoledì 15 Luglio 2026
Medio Oriente, media: "Trump riceverà Netanyahu lunedì alla Casa Bianca"
Intanto si intensificano i raid americani: Teheran chiude lo Stretto di Hormuz e accusa, "oltre trenta civili uccisi".
Un incontro bilaterale ad altissima tensione per blindare l'asse strategico tra Washington e Tel Aviv nel momento più drammatico del conflitto mediorientale. Secondo quanto hanno riferito alcune fonti israeliane a Ynet, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si riuniranno lunedì prossimo alla Casa Bianca, come confermato da fonti governative israeliane.
Il faccia a faccia tra i due leader giunge in concomitanza con una massiccia e devastante escalation militare: le forze armate statunitensi hanno infatti avviato una nuova e violenta ondata di bombardamenti sul territorio iraniano, spingendo la Repubblica Islamica a decretare il blocco totale del cruciale Stretto di Hormuz. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato ufficialmente via social l'avvio delle nuove operazioni aeree, scattate alle prime ore del mattino. Secondo la nota militare, l'obiettivo dei raid è quello di "degradare ulteriormente le capacità militari che le forze iraniane hanno utilizzato per attaccare le navi commerciali nello Stretto di Hormuz".
La linea di fermezza totale è stata ribadita dallo stesso inquilino della Casa Bianca, che in un'intervista rilasciata all'emittente Fox ha chiarito la portata della strategia militare americana in corso. "Gli attacchi continueranno finché non dirò basta. L'energia la lascerò per ultima. La prossima settimana colpiremo le centrali elettriche e i ponti", ha avvertito Donald Trump, confermando che il Pentagono punta a colpire a breve anche gli asset energetici di Teheran.
La reazione di Teheran non si è fatta attendere, sia sul piano della denuncia umanitaria sia su quello delle contromisure strategiche. Fonti governative iraniane, rilanciate dai media internazionali, riferiscono che gli ultimi bombardamenti americani nel sud del Paese avrebbero causato la morte di oltre trenta civili, ai quali si aggiungono almeno sette militari rimasti uccisi nell'area sud-orientale di Bampur a causa dei raid.
In risposta alla ripresa dei bombardamenti e al blocco dei propri scali portuali imposto da Washington, i Pasdaran hanno annunciato lo stop al transito marittimo in una delle rotte petrolifere più importanti del pianeta. "Le operazioni di rappresaglia dei combattenti continueranno e lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando gli Stati Uniti non cesseranno i loro atti di aggressione", ha dichiarato in una nota ufficiale il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, trasmessa dalla televisione di Stato Irib, formalizzando un blocco navale destinato a surriscaldare ulteriormente i mercati globali e la diplomazia internazionale.
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