56 persone sono finite in arresto, al termine di un'indagine condotta dalla Squadra Mobile su coordinamento della Procura di Biella relativa allo spaccio di droga all'interno del carcere cittadino.
Destinatari delle misure cautelari, eseguite in molte regioni italiane, sono detenuti che avrebbero avuto in mano l'attività di spaccio, e personale in servizio presso la Polizia Penitenziaria, che non avrebbe impedito l'introduzione degli stupefacenti e di microtelefoni nella struttura.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Squadra Mobile, la droga veniva introdotta attraverso pacchi postali inviati ai detenuti o lanciata dalle mura del carcere, o, in alcune situazioni, anche con la complicità di alcuni poliziotti della Penitenziaria.
Gli ordini di custodia cautelare hanno raggiunto persone rinchiuse o operative in molte strutture carcerarie del Piemonte, della Lombardia e di altre regioni.
Tra gli arrestati ci sono anche tre agenti, finiti agli arresti domiciliari, mentre per altri tre è stata avanzata la richiesta di procedere con l'interdizione dal lavoro, ma su questo il Gip non si è ancora pronunciato.
In precedenza, il carcere di Biella era stato coinvolto in un'inchiesta per presunti maltrattamenti, reato per cui furono sospesi dal servizio 23 agenti della Polizia Penitenziaria. Il provvedimento fu poi annullato dal Tribunale del Riesame.
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