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  • Lunedì 27 Aprile 2026

Bilancio UE 2028-2034: la Corte dei Conti avverte sui rischi della riforma "radicale"

Dubbi dei revisori europei sulla proposta della Commissione da 2.000 miliardi di euro. Segnalate criticità su controlli, debito e gestione dei fondi per agricoltura e coesione.

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La Corte dei conti europea ha espresso forti riserve sulla profonda ristrutturazione del bilancio a lungo termine dell'Unione Europea proposta dalla Commissione per il periodo successivo al 2028.

Secondo l'istituzione di controllo, le modifiche strutturali previste potrebbero non tradursi in un reale miglioramento dei meccanismi di spesa, esponendo anzi l'Unione a rischi per la sana gestione finanziaria.

Il presidente della Corte, Tony Murphy, ha delineato la portata del cambiamento definendolo senza mezzi termini: “Dalle proposte legislative per il prossimo bilancio pluriennale dell’UE emerge che non si tratta di una continuazione dello status quo, bensì di un cambiamento radicale”.

Murphy ha poi aggiunto un monito diretto: “In quanto istituzione addetta al controllo finanziario dell’UE, la Corte sottolinea i rischi e le sfide in una serie di pareri sulle proposte della Commissione per il bilancio 2028-2034. Molte delle modifiche proposte non sono garanzia di una spesa migliore in futuro”.

L'analisi della Corte si sofferma sull'imponente dotazione finanziaria richiesta, circa 2.000 miliardi di euro, che segna un incremento del 59% rispetto al ciclo attuale. Questo scenario comporterebbe un balzo dell'81% dei contributi nazionali e l'introduzione di nuove risorse proprie basate su accise e rifiuti elettronici.

I revisori avvertono che, in assenza di nuove entrate certe, gli Stati membri dovranno aumentare ulteriormente i versamenti o ridimensionare le ambizioni europee, segnalando inoltre il pericolo derivante dal “finanziamento non collegato ai costi” e dal massiccio ricorso a prestiti rimborsabili fino a 150 miliardi di euro. Particolare preoccupazione desta il nuovo fondo da 865 miliardi destinato a coesione e agricoltura.

La Corte teme che accorpare politiche diverse possa generare conflitti tra priorità divergenti degli Stati membri, compromettendo ad esempio l'allineamento della spesa agricola con gli obiettivi UE e distorcendo la concorrenza tra agricoltori.

Infine, il documento critica la scarsa chiarezza sulla trasparenza: i meccanismi di controllo si baserebbero eccessivamente su verifiche nazionali spesso inadeguate, mentre le proposte non definiscono con sufficiente precisione i diritti di accesso alle informazioni spettanti alla Corte stessa.

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