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- Roma - Giovedì 2 Luglio 2026
Brambilla nel mirino dopo il voto sul ddl Caccia: "Insulti sessisti e minacce, denuncerò tutti"
La deputata di Noi Moderati, contraria al disegno di legge approvato dal Senato, annuncia un esposto alla Polizia Postale dopo gli attacchi ricevuti sui social. Intanto slitta la procedura d'urgenza alla Camera.
Si accende il confronto politico sul disegno di legge dedicato alla caccia, approvato nei giorni scorsi dal Senato e ora all'esame della Camera. La maggioranza ha deciso di rinunciare alla procedura d'urgenza, rallentando l'iter parlamentare dopo le osservazioni emerse sia dal Quirinale sia dall'Unione europea. Secondo quanto emerso, sarebbero stati evidenziati possibili profili di incompatibilità con la normativa europea, in particolare rispetto alle direttive Habitat e Uccelli. Un aspetto che potrebbe portare a modifiche del testo prima della sua approvazione definitiva, evitando possibili rilievi da parte della Presidenza della Repubblica o delle istituzioni europee.
Tensioni anche alla Camera
Il clima resta comunque particolarmente acceso a Montecitorio. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha respinto la richiesta avanzata dalle opposizioni di assegnare il provvedimento anche alla Commissione Ambiente, spiegando che si tratta dell'orientamento seguito per tutti i disegni di legge riguardanti la materia venatoria. La decisione ha provocato le proteste delle opposizioni. L'ex ministro dell'Ambiente Sergio Costa, oggi deputato del Movimento 5 Stelle, ha parlato di una "mattanza istituzionale" e di un "atteggiamento apertamente anticostituzionale", sostenendo che il testo attribuirebbe alla caccia un ruolo nella gestione degli ecosistemi. Critiche analoghe sono arrivate anche dalla deputata del Partito Democratico Eleonora Evi.
Il voto contrario di Michela Vittoria Brambilla
A far discutere è stata soprattutto la posizione di Michela Vittoria Brambilla, deputata di Noi Moderati e quindi appartenente alla maggioranza di governo. Dopo essere entrata a far parte della Commissione Agricoltura, Brambilla ha votato contro l'adozione del disegno di legge approvato dal Senato come testo base per l'esame alla Camera. Una scelta che ha sorpreso gli altri partiti della coalizione, anche perché la parlamentare aveva già depositato quattro diverse proposte di legge sul tema, caratterizzate da un'impostazione diametralmente opposta rispetto al ddl Malan, che prevede tra le altre cose un ampliamento dei calendari venatori, delle specie cacciabili e delle aree in cui praticare la caccia, oltre a una revisione del ruolo dell'Ispra. "L'ho fatto perché è una battaglia di civiltà, non di destra o di sinistra. Interpreto le istanze della maggioranza degli italiani che credono che la caccia vada solo abolita", ha dichiarato la deputata.
L'ondata di insulti e le minacce sui social
Dopo aver spiegato pubblicamente le ragioni del proprio voto, anche attraverso i social network, Brambilla racconta di essere stata bersaglio di numerosi messaggi offensivi. La parlamentare riferisce di aver ricevuto insulti sessisti e minacce, annunciando l'intenzione di rivolgersi alla Polizia Postale. "Denuncerò queste aggressioni da parte del mondo venatorio alla Polizia Postale e non mi fermerò", ha dichiarato.
"I numeri dimostrano che serve un cambiamento"
Nel motivare la propria posizione, Brambilla ha ricordato anche i dati sugli incidenti di caccia. "Lo scorso anno sono stati 11 i morti e 31 i feriti durante la stagione venatoria. Dal 2007 al 2025 le vittime sono state 462. E milioni di animali sono stati uccisi. Questo sterminio va fermato", ha affermato la deputata. Le sue parole confermano la volontà di proseguire la battaglia parlamentare contro il disegno di legge, mentre il confronto politico sul futuro della normativa sulla caccia si preannuncia ancora particolarmente acceso.
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