Uno dei più grandi calciatori di sempre taglia oggi il traguardo dei 70 anni. Parliamo di Paulo Roberto Falcao, il fuoriclasse brasiliano che divide con Francesco Totti il titolo di "Ottavo Re di Roma" per le sue gesta in giallorosso.
Nato il 16 ottobre del 1953 ad Abelardo Luz, in Brasile, da papà portoghese e madre di origini calabresi, esordisce nel calcio professionistico nell'Internacional, dove gioca per sei stagioni e vince per tre volte il Campionato brasiliano, collezionando 22 goal e venendo premiato per due volte con il "Bola de Ouro", prestigioso premio conferito dalla rivista "Placar" al miglior calciatore brasiliano.
Su segnalazione del giornalista del "Corriere dello Sport" Ezio Cesari, la Roma lo acquista il 10 agosto 1980, per la cifra di un milione e mezzo di dollari. Dopo un primo momento di scetticismo, perché era atteso l'arrivo di Zico, 500 mila tifosi lo accolgono all'Aeroporto di Fiumicino. Per averlo, il club ha pagato l'intera cifra in anticipo, perché l'Internacional aveva posto delle scadenze perentorie impossibili da rispettare. Il 29 agosto dello stesso anno avviene l'esordio in giallorosso, proprio contro l'Internacional, mentre il 14 settembre esordisce in Serie A contro il Como, che viene sconfitto per 1-0, ma la sua performance è poco convincente.
Nonostante questo, riesce a conquistarsi l'affetto dei tifosi e termina il suo primo Campionato italiano con tre goal e vince la sua prima Coppa Italia, mentre la Roma è Vicecampione d'Italia, alle spalle della Juventus.
La stagione seguente, invece, segna 6 goal in 24 presenze. Il Presidente giallorosso, Dino Viola, gli concede completa fiducia per ottenere rendimenti tecnici per le partite della squadra.
Nella stagione 1982-1983, arriva la vittoria delllo Scudetto, il secondo per il club giallorosso: Falcao colleziona 27 presenze e 6 reti, oltre a 2 goal in Coppa Uefa (rispettivamente contro il Colonia e il Benfica). Inoltre, la prestazione contro il Pisa è ritenuta la migliore per un calciatore giallorosso, perché riesce ad andare in goal con una prestazione da manuale, cosa che gli vale anche il titolo di Capitano. Per questo, i tifosi lo chiamano "Divino" e "l'Ottavo Re di Roma".
Dopo aver vinto un'altra Coppa Italia, nel 1983-84 i giallorossi sfiorano la vittoria della Coppa dei Campioni, andata al Liverpool che vince ai rigori alla finale dell'Olimpico. Per quella partita, Falcao riceve molte critiche per aver rinunciato a tirare il rigore. Lo stesso calciatore, in uno speciale ("Chiedi chi era Falcao") ha spiegato che, anche se avesse tirato, sarebbe stato il quinto tiratore, ma il suo turno non arrivò perché agli inglesi sarebbero bastate 4 reti per vincere.
L'ultima partita in giallorosso lo vede in campo contro il Napoli, il 16 dicembre del 1984, in cui segna il goal decisivo per la vittoria. Da lì, i rapporti con la Società si fanno sempre più tesi, innanzitutto per dissidi contrattuali con Viola (all'epoca, Falcao riceveva uno stipendio annuale pari a 1 miliardo di lire, il più alto del Campionato), poi perché si era rifiutato di effettuare una visita medica voluta dal club.
Nel 1985 viene operato a New York a causa di un grave infortunio, e il 1 agosto dello stesso anno rescinde il contratto con la Roma. Diciannove giorni dopo, torna in Brasile, al San Paolo, dove resterà un anno, collezionando solo 10 presenze pur vincendo il Campionato locale, per poi ritirarsi dal calcio giocato.
Centrocampista elegante, esordisce con la Nazionale brasiliana nel 1972 alle Olimpiadi di Monaco di Baviera, che vedono i Verdeoro uscire dalla compeitzione con un pareggio e due sconfitte. Nel 1978, invece, non viene convocato da Cláudio Coutinho, dopo aver dichiarato di non aver intenzione di fare da riserva. Quindi, partecipa alla Copa América del 1979, mentre nel 1982 esordisce in un Campionato Mondiale, in Spagna, con calciatori del calibro di Toninho Cerezo, Leo Junior, Zico, Éder Aleixo de Assis e Sócrates, con cui compone un centrocampo impareggiabile dal punto di vista tecnico, e realizza tre reti, l'ultima delle quali contro l'Italia di Enzo Bearzot (che vince per 3-2 grazie a una tripletta di Paolo Rossi).
Quindi, partecipa ai Mondiali del 1986, dove gioca soltanto per 91 minuti, iniziando con la prima gara contro la Spagna (dove entra al 79', al posto di Junior, mentre contro l'Algeria entra al 10', in sostituzione di Leandro. Entrambe le partite vedono il Brasile vincitore per 1-0. I verdeoro saranno eliminati dalla Francia ai quarti di finale.
Nel 1990, Falcao inizia la sua carriera di allenatore, guidando la Nazionale brasiliana al posto di Ricardo Teixeira. Quindi, siederà sulle panchine dell'Internacional, della Nazionale giapponese, nuovamente dell'Internacional, del Bahia, dello Sport Recife e, dall'aprile all'8 agosto del 2016, ancora dell'Internatcional, che lo esonera dopo 3 pareggi e 2 sconfitte. Il 15 novembre dell'anno scorso è stato coordinatore del Santos, incarico che ha lasciato il 4 agosto, dopo essere stato accusato di molestie sessuali.
(Video Ansa/Qn)
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