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  • Bergamo - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 19:25

Calcio, Conference League, Sarri avverte l'Atalanta prima dell'Ajax: “Serve continuità per stare ad alti livelli”

Il tecnico nerazzurro presenta la trasferta di Amsterdam: “Puntiamo ad alzare la qualità anche nei novanta minuti. De Ketelaere ha numeri straordinari, va aiutato a esprimere tutto il suo potenziale”.

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Un esame di maturità in un tempio del calcio europeo per misurare le ambizioni di crescita e ritrovare costanza di rendimento. L'allenatore dell'Atalanta, Maurizio Sarri, ha inquadrato così l'imminente sfida di Conference League contro l'Ajax, richiamando il gruppo alla massima concentrazione in vista del match della fase a gironi.

“Vedendo questo ambiente e la squadra avversaria bisogna fare bene, altrimenti ci saranno problemi. Siamo in un contesto da grande partita e dobbiamo essere all’altezza”, ha sottolineato l'allenatore orobico in conferenza stampa, soffermandosi poi sull'identità e sulla qualità degli avversari: “Il loro calcio è di qualità tecnica sempre molto elevata, le basi tecniche sono le stesse”.

Nel tracciare il bilancio del primo scorcio di stagione, Sarri ha indicato chiaramente l'aspetto su cui lavorare con maggiore insistenza: “Ci manca tra una partita e l’altra, ma anche all’interno della stessa gara. A sprazzi ci sono le condizioni per costruire una base su cui crescere”.

Nessuna concessione viene invece fatta al tema delle assenze per problemi fisici: “Gli infortunati ci sono in tutte le squadre che hanno giocatori impegnati in Europa e in Nazionale, né più né meno. Bisogna avere la consapevolezza che domani giocheremo in undici e mettere chi scenderà in campo nelle condizioni giuste”.

Tra i singoli, l'attenzione del mister si è posata sulle prestazioni di Charles De Ketelaere, atteso a un definitivo salto di qualità sul piano della personalità: “Ha potenzialità enormi e non so se se ne renda conto. Bisogna supportarlo se vogliamo riportarlo in alto. In questo momento è in una fase di assoluta normalità. Quello che fa arrabbiare di lui è che dà sempre la sensazione di poter fare di più”.

Infine, un richiamo al percorso di transizione tattica e societaria avviato da pochi mesi a Bergamo: “Mi aspettavo tante difficoltà, ma era inevitabile. Quando cerchi di stravolgere qualcosa, il primo anno è sempre complicato. Questa squadra ha alle spalle un ciclo lungo e una storia importante: innescarne uno nuovo non è un’opera da due o tre mesi”.

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