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  • Napoli - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 19:15

Protesta dei tir, pugno duro del Viminale nel Mezzogiorno: 1.339 identificati e 71 denunce. Gli industriali: “Siamo al collasso”

Operazione a tappeto della Polizia per smantellare i presidi illegali e scortare i tir, mentre si avvia la rimozione dei blocchi nel Casertano. Dagli ambienti produttivi della Campania e della Puglia l'allarme sulla paralisi delle filiere alimentari e le denunce di sabotaggi ai camionisti.

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Controlli a tappeto, denunce e rimozione forzata dei blocchi stradali per ripristinare la viabilità e tutelare le catene di approvvigionamento. Il Ministero dell'Interno ha impresso una svolta rigorosa nell'azione di contrasto ai presidi illegali degli autotrasportatori che stanno paralizzando il traffico stradale e autostradale in diverse aree del Sud Italia, con particolare incidenza sul territorio campano.

I primi bilanci delle operazioni condotte dalle forze dell'ordine registrano 1.339 soggetti identificati, 71 denunce a piede libero e 242 sanzioni amministrative elevate, oltre all'attivazione di servizi di scorta per oltre 500 autoarticolati nella sola Campania per consentire le operazioni di carico e scarico merci.

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha presieduto un vertice in videoconferenza con prefetti e questori delle province interessate dalla protesta, sollecitando la massima vigilanza per prevenire possibili infiltrazioni della criminalità organizzata.

Parallelamente, sul piano operativo, Vincenzo Parisi, rappresentante della categoria, ha confermato lo smantellamento dei presidi di Caserta e Salerno (Mercato San Severino) per favorire il ripristino della circolazione autostradale, segnalando tuttavia il riposizionamento di gruppi di manifestanti presso lo svincolo di Pontecagnano sulla Salerno-Reggio Calabria.

Dalle aree dei blocchi emergono inoltre gravi episodi di intimidazione: la Polizia ha rilevato numerosi casi di tagli di pneumatici ai danni di camionisti intenzionati a viaggiare e l'apposizione di copertoni lungo le carreggiate.

Un'escalation confermata alla Camera dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il quale ha ribadito che l'ostruzione selettiva dei soli mezzi pesanti integra la fattispecie di blocco stradale penalmente perseguibile, ricordando come le stesse associazioni di categoria abbiano sollecitato l'intervento della forza pubblica.

Le ripercussioni sul tessuto economico regionale restano critiche. In una nota congiunta, le Unioni Industriali di Napoli, delle province campane e di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani hanno denunciato la paralisi imminente delle attività produttive e dei servizi pubblici essenziali per mancanza di materie prime.

A farsi portavoce del disagio imprenditoriale è anche Gloria Tenuta, presidente del Gruppo Gias di Cosenza, che ha annunciato il blocco delle linee di trasformazione dei surgelati con il conseguente ricorso alla cassa integrazione per centinaia di lavoratori: “Comprendo la protesta, ma non questo continuo e incomprensibile ritardo nelle risposte da parte del governo. Finora abbiamo assistito solo a grandi annunci senza concretezza: anche il credito d'imposta per i trasportatori non è una misura sufficiente. Serve un impegno concreto da parte di chi ha la responsabilità di governare il Paese. Un blocco di una settimana significa una perdita pesante di Pil e danni incalcolabili per le grandi realtà come per la quotidianità delle piccole e medie imprese, architrave dell'economia del Sud e dell'intero Paese”.

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