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- Roma - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 17:10
La Gialappa's Band sbarca al cinema: quarant'anni di comicità senza mai mostrare il volto
Il documentario firmato da Walter Veltroni, "L'assurda storia della Gialappa's Band", presentato alla Festa del Cinema di Roma. La storia di Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto raccontata attraverso le voci e le immagini dei più grandi comici italiani.
Protagonisti assoluti del piccolo schermo e della radio per quattro decenni senza mai mostrare le proprie facce in telecamera. Dai primi passi mossi nel 1985 sulle frequenze di Radio Popolare nella trasmissione Bar Sport fino ai successi televisivi di cult come Mai dire Gol, la parabola di Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto diventa un film.
Diretto da Walter Veltroni e presentato alla Festa del Cinema di Roma 2026, il documentario "L'assurda storia della Gialappa's Band" uscirà nelle sale cinematografiche il 22 ottobre distribuito da Medusa.
La pellicola si configura come un'antologia della comicità e della satira di costume italiana, ripercorrendo i momenti storici dei loro programmi che hanno lanciato o consacrato artisti del calibro di Aldo, Giovanni e Giacomo, Antonio Albanese, Fabio De Luigi, Paola Cortellesi, Michele Foresta (il Mago Forest), Corrado Guzzanti, Gioele Dix, Francesco Paolantoni, Bebo Storti, Ugo Dighero, Maurizio Crozza, Neri Marcorè, Luca e Paolo, Lucia Ocone, Natalino Balasso, Ale e Franz e Maccio Capatonda.
“L'assurda storia della Gialappa's Band esplora il loro universo creativo e il segno lasciato da una comicità unica, capace, com'è, di attraversare le generazioni e diventare parte integrante della cultura popolare italiana - dice Veltroni -. Loro hanno costituito una sorta di apparato circense di personaggi del tutto fuori dalla realtà, cioè non satira in senso stretto, non comicità, ma un universo surreale di cui il mago Forest è un po' il filo rosso. Insomma era interessante raccontare questa assurdità, vale a dire tre persone che non si conoscono e non si fanno mai vedere che evocano una comicità surreale”. Dalla conferenza stampa emergono anche i ricordi legati alla scelta della riservatezza visiva e alle dinamiche di produzione degli esordi.
“La cosa più difficile era proprio far accettare ai giornalisti il fatto che non ci facevamo mai vedere”, spiega Marco Santin. Giorgio Gherarducci rievoca gli inizi degli anni Novanta, “quando c'erano più soldi per fare programmi comici, sicuramente molto più costosi dei talk politici, ma in realtà la vera difficoltà l'abbiamo avuta solo con i nostri interventi sul calcio. L'idea tutta italiana era: non si sputa sul sagrato”.
Lo stesso Gherarducci esprime soddisfazione per il taglio registico dato all'opera: “Sono contento soprattutto del fatto che questo documentario non sia troppo celebrativo. Non l'avrei apprezzato”.
Il racconto analizza l'intesa tra i tre fondatori, nata sui campi di calcio e consolidatasi attorno a un'ironia dissacrante ed estranea agli schemi tradizionali. Tra gli aneddoti ripercorsi figura anche la genesi dell'insolito nome della formazione, legato alla gialappa (Ipomoea purga), pianta messicana nota per le sue proprietà lassative utilizzate per i cavalli: un riferimento scherzoso ai disturbi intestinali che colpirono diversi calciatori impegnati nei Mondiali di calcio del 1986 in Messico, ai quali fu dedicata la prima storica radiocronaca goliardica del trio.
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