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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 17:10

Roma, Teatro Vittoria, Stefano Reali in scena con “Da Cervantes a Gaza”: quattro secoli di propaganda e verità nell'era dell'AI

Il regista porta sul palco romano uno spettacolo-inchiesta sulla costruzione delle narrazioni ufficiali, tra memoria storica e inganni di governo. Accompagnamento musicale al violoncello di Luca Pincini per le serate del 27 e 28 ottobre.

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In un'epoca dominata da flussi d'informazione complessi e da contenuti visivi sempre più modellati dalle tecnologie dell'intelligenza artificiale, distinguere la verità dei fatti dalla finzione diventa una necessità civile oltre che culturale.

Parte da questo assunto lo spettacolo “Da Cervantes a Gaza - quando tutto ebbe inizio”, scritto e diretto dal regista e attore Stefano Reali, in scena il 27 e 28 ottobre 2026 al Teatro Vittoria di Roma.

La rappresentazione intende riaffermare la funzione del teatro come presidio di coscienza critica e strumento per interpretare la contemporaneità a partire dalle radici della storia.

Prendendo le mosse dal celebre insegnamento dell'attivista Malcolm X — "La narrazione può arrivare a farci odiare chi vuole proteggerci, e a farci amare chi ci opprime" —, lo spettacolo analizza i meccanismi di propaganda e i grandi inganni governativi stratificati negli ultimi quattro secoli, mettendo in luce le discrasie tra la storiografia ufficiale e la realtà dei fatti.

Il percorso drammaturgico trova il proprio filo conduttore nella figura di Miguel de Cervantes, soldato della flotta spagnola impegnato nel Mediterraneo da Tunisi a Gaza e successivamente prigioniero per cinque anni ad Algeri.

Proprio nell'esperienza del riparo algerino, lo scrittore fu tra i primi, quattro secoli fa, ad affrontare le dinamiche della tolleranza e a porsi l'interrogativo fondamentale: “Quando è che i Governi hanno iniziato a mentire ai loro Governati?”.

Accompagnato dal contrappunto musicale dal vivo del violoncellista Luca Pincini, Reali guida lo spettatore in una “cavalcata ironica e brillante su quattro secoli di propaganda, di “false flags”, di inganni governativi, che ancora oggi è difficile credere siano effettivamente accaduti”, decostruendo gli stereotipi della comunicazione di potere e offrendo nuove chiavi di lettura sul presente.

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