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- Napoli - Giovedì 22 Ottobre 2026, 14:45
Calcio, Serie A, Napoli, De Laurentiis blinda la società: “Il club non è in vendita, punto sul nuovo stadio”
Il patron azzurro smentisce le voci su presunte trattative con Matt Rizzetta e rivela i dettagli dell'offerta declinata da oltre 2,2 miliardi: “Nessun fondo, la priorità è la nuova casa per il Napoli. In futuro, se dovesse accadere, preferirei un napoletano”.
Aurelio De Laurentiis sbarra la strada a qualsiasi ipotesi di cessione societaria nel breve periodo e rilancia le ambizioni infrastrutturali del Napoli. Intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, il presidente azzurro ha fatto chiarezza sulle indiscrezioni relative ai contatti con l'imprenditore Matt Rizzetta e sulle manifestazioni d'interesse ricevute da investitori internazionali: “Il Napoli non è in vendita”.
Nel ricostruire i passaggi della trattativa sfumata, il patron partenopeo ha spiegato di aver incontrato Rizzetta lo scorso anno: “Mi ha introdotto a un paio di fondi che rappresentava e che volevano comprare il Napoli. Io volevo saggiare il valore del club e così abbiamo messo insieme i nostri avvocati a confrontarsi, per una due diligence che però non iniziava mai”.
I termini della proposta, quantificata in una cifra superiore ai 2,2 miliardi di euro, sono stati ritenuti insoddisfacenti sia sul piano finanziario sia sul piano della governance: “Volevano pagare una parte subito, alla firma, e un’altra in tre anni. Inoltre all’inizio mi avevano detto che avrei potuto gestire e strada facendo il mio ruolo si sarebbe sempre più ridotto, fino a restare come presidente onorario. Ho chiesto delle garanzie, perché un lavoro di 22 anni non andasse a ramengo: ho una responsabilità verso la città, verso una regione, verso un popolo di 83 milioni di supporters nel mondo occidentale. Ma quando mi dici che hai dietro 2-3 fondi e vuoi dilatare il pagamento in più anni ti presenti male…”.
Ribadendo il proprio impegno diretto, De Laurentiis ha confermato che la priorità strategica resta la realizzazione di una nuova struttura di proprietà per il club. Richiamando un recente colloquio informale avuto con Rizzetta a margine di eventi sportivi cittadini, il presidente ha risposto così alla domanda sul possibile disimpegno: “Abbi pazienza, non ricominciamo con questa telenovela. Io voglio fare lo stadio, che sarà un grande impegno, anche fisico perché bisognerà mettere il cappello da costruttore in testa e stare lì tutti i giorni e mettere mattone dopo mattone per creare una realtà che non esiste. Lui forse avrebbe accettato il Maradona”.
L'imprenditore cinematografico non ha comunque chiuso in via definitiva la porta a uno scenario di cessione sul lungo periodo, tracciando però l'identikit del suo eventuale successore: “Se però un giorno dovessi vendere, fra due, tre o cinque anni, preferirei venderlo a un napoletano piuttosto che a un americano, perché ognuno conosce casa propria, le persone con cui si deve rapportare”.
Infine, De Laurentiis ha escluso la possibilità di aprire il capitale sociale a soci di minoranza o co-proprietà: “Per quello che ho conosciuto, Rizzetta è un uomo d’azione e in quanto tale difficilmente potrebbe avere qualcuno come me che non è abituato a condividere, se non con i propri collaboratori, le decisioni che vanno prese univocamente quando il finale non si conosce mai”.
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