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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Giovedì 22 Ottobre 2026, 15:15

Corea, cresce la tensione al confine: guerra psicologica e minacce di nuovi riarmi tra Pyongyang e Seul

La Corea del Nord annuncia il dispiegamento di “mezzi di attacco tattico” e altoparlanti propagandistici nella DMZ. L'esercito sudcoreano rassicura: “Nessun movimento sospetto, ma monitoriamo. Pronti a contromisure proporzionate”.

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Torna ad alzarsi il livello di guardia lungo la Zona Demilitarizzata (DMZ) che separa le due Coree, in un contesto segnato dal riesplodere della guerra psicologica e dalle reciproche minacce di riarmo tattico al confine.

L'escalation verbale è stata innescata dalle prese di posizione di Pyongyang, che ha respinto le addebiti di responsabilità per l'esplosione che lo scorso mese ha causato il ferimento di tre soldati sudcoreani all'interno del perimetro di sicurezza che divide i due Paesi dall'armistizio del 1953.

Definendo “grave” la situazione sulla linea di demarcazione, le autorità nordcoreane hanno paventato l'invio nella zona cuscinetto di ulteriori “mezzi di attacco tattico”.

A rafforzare i moniti è intervenuta Kim Yo Jong, sorella del leader Kim Jong Un, annunciando l'installazione imminente di altoparlanti per la propaganda e l'attivazione di non meglio precisati “nuovi mezzi di contromisura”. Di fronte agli annunci del regime, lo Stato Maggiore congiunto della Corea del Sud ha escluso per ora un effettivo mutamento degli assetti militari avversari.

Come chiarito alla stampa dal portavoce dello Stato Maggiore, Jang Do-young: “Non abbiamo riscontrato alcun segnale che la Corea del Nord stia dispiegando nuovi tipi di armamenti. Ciononostante, viste le loro dichiarazioni, stiamo monitorando la situazione con attenzione”.

In merito agli altoparlanti citati da Pyongyang, Jang ha precisato che sui siti di confine erano stati rilevati unicamente “lavori di manutenzione ordinaria” precedenti alle ultime esternazioni della dirigenza nordcoreana.

Sul versante delle possibili risposte operative da parte di Seul, la portavoce del Ministero della Difesa sudcoreano, Jeong Bit-na, ha ribadito la linea della prudenza e della dissuasione: “Se la Corea del Nord intraprenderà un’azione, noi dovremo naturalmente adottare misure proporzionate, ma non è stato ancora deciso nulla”.

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