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Nonostante il crollo delle quotazioni del greggio dopo la tregua USA-Iran, i listini in Italia continuano a salire. Il Codacons denuncia la "doppia velocità", mentre il Governo avverte le compagnie: "Nessuno speculi".
Nonostante il crollo delle quotazioni del greggio dopo la tregua USA-Iran, i listini in Italia continuano a salire. Il Codacons denuncia la "doppia velocità", mentre il Governo avverte le compagnie: "Nessuno speculi".
Nonostante il forte deprezzamento del petrolio, sceso del 18% nelle ultime ore a seguito della tregua tra Stati Uniti e Iran, i prezzi dei carburanti in Italia non accennano a diminuire, innescando una forte polemica politica e sociale.
Secondo i dati del Mimit elaborati dal Codacons, il prezzo medio del gasolio sta viaggiando rapidamente verso la soglia dei 2,2 euro al litro. In autostrada la media ha già toccato quota 2,191 euro, mentre sulla rete ordinaria il muro psicologico è stato abbattuto a Bolzano (2,205 euro/litro), con punte critiche registrate in Calabria, Lombardia e Valle d’Aosta.
L'associazione dei consumatori denuncia una pericolosa asimmetria: “Forti rincari dei listini alla pompa che si registrano nonostante nelle scorse ore le quotazioni del petrolio siano crollate”.
Il Codacons avverte che, se la tendenza al ribasso del greggio proseguirà grazie alla riapertura dello Stretto di Hormuz, “i prezzi di benzina e gasolio ai distributori scenderanno a ritmo da lumaca, con una doppia velocità che penalizzerà gli automobilisti“.
Sulla stessa linea la Fapi (Federazione autonoma Piccole Imprese), con il presidente Gino Sciotto che chiede un intervento immediato del Governo: “È lecito attendersi una riduzione dei prezzi. Chiediamo con forza uno stop alle speculazioni alle pompe di benzina”.
Il caso è approdato sul tavolo dell'esecutivo. Il vicepremier Matteo Salvini, parlando alla Stampa estera a Roma, ha riferito di aver già consultato i ministri Giorgetti e Urso: “Così come le compagnie sono rapide ad aumentare il prezzo alla pompa quando aumenta il prezzo del petrolio, mi auguro che con il calo del prezzo del petrolio ci sia una riduzione. Mi auguro che nessuno faccia il furbo e non speculi sulla pelle dei cittadini”.
Salvini ha inoltre rassicurato sulla disponibilità delle scorte, allontanando l'ipotesi di misure drastiche: “Al momento non voglio neanche prendere in considerazione il razionamento del carburante. Il problema non è il razionamento, è l’esplosione dei costi”.
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