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  • Roma - Venerdì 5 Giugno 2026

Carne, rapporto Fao: produzione quadruplicata in sessant'anni, ma resta il divario nei consumi tra Nord e Sud del mondo

L'Asia ha superato l'Europa nella produzione, ma le disuguaglianze nell'accesso al cibo persistono, con il Nord America che mantiene il più alto consumo pro capite. L'Africa subsahariana, invece, mostra stagnazione nella disponibilità di proteine animali.

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Il settore zootecnico globale si consolida come una delle componenti più dinamiche e a rapido sviluppo dell'intero panorama primario mondiale. Secondo un'articolata indagine statistica pubblicata dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Fao) — che ha monitorato l'evoluzione delle filiere zootecniche dal 1961 al 2022 — il volume complessivo degli alimenti di origine animale terrestre ha fatto registrare un incremento pari a quattro volte i valori di partenza. Il dossier analizza l'andamento dell'offerta prendendo in esame tutte le scale e le metodologie di approvvigionamento, partendo dai sistemi industriali ad alta specializzazione fino ad arrivare alla pastorizia nomade e alle attività di caccia della fauna selvatica.

L'accelerazione dei mercati, tuttavia, non si è distribuita in modo uniforme tra le diverse filiere. Il motore principale dell'espansione globale è stato rappresentato dai comparti avicolo e suinicolo, che hanno intercettato la maggior parte degli investimenti e della domanda dei consumatori, a fronte di una parabola decisamente più piatta, se non in contrazione in contesti locali, per quanto riguarda l'allevamento e la commercializzazione della carne bovina.

L'analisi dei dati mette a confronto i volumi produttivi storici con i consuntivi più recenti del 2022, evidenziando una crescita esponenziale in cui l'offerta globale di carne è passata dai circa 71 milioni di tonnellate del 1961 a un picco di 361 milioni di tonnellate. Nella stessa scia, i quantitativi di latte immessi sul mercato sono saliti da 342 milioni di tonnellate fino a raggiungere quota 930 milioni di tonnellate, mentre la produzione mondiale di uova ha toccato i 94 milioni di tonnellate, staccando nettamente i 15 milioni censiti a inizio periodo.

All'interno delle nuove frontiere nutrizionali e proteiche, gli esperti delle Nazioni Unite hanno inserito un approfondimento dedicato all'entomofagia e all'uso degli insetti come risorsa alimentare alternativa, censendo circa 1.900 specie differenti che vengono abitualmente consumate dalle popolazioni in varie aree del globo.

I dati record registrati sul fronte dell'offerta complessiva non cancellano le profonde disuguaglianze strutturali che caratterizzano l'accesso al cibo sul pianeta, delineando un marcato disallineamento tra i territori in cui avviene la formazione industriale e quelli in cui si concentra la reale disponibilità per i cittadini. Sotto il profilo geografico, gli equilibri geopolitici ed economici sono mutati profondamente: l'Asia ha completato lo storico sorpasso ai danni del continente europeo, conquistando la leadership e la quota maggioritaria nella produzione mondiale di alimenti di origine animale.

Questo primato nella capacità di lavorazione e di allevamento non si riflette, però, in una diffusione democratica dei consumi sul territorio asiatico, dove la disponibilità pro capite finale per singolo abitante rimane ancora fortemente compressa. La quota più elevata di consumo individuale continua a essere una prerogativa stabile delle popolazioni residenti nel Nord America.

Lo scenario appare decisamente più critico e stagnante se si osserva l'andamento dell'Africa subsahariana. In quest'ampia regione del Sud del mondo, la disponibilità di proteine animali per singolo cittadino è rimasta pressoché ferma per decenni, evidenziando una preoccupante mancanza di progresso strutturale.

Le uniche controtendenze degne di nota si registrano in contesti territoriali molto specifici e localizzati, trainate da singole filiere virtuose come quella lattiero-casearia all'interno del mercato del Kenya o quella del pollame nella Repubblica Sudafricana.

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