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  • Napoli - Martedì 15 Settembre 2026

Caso giudiziario a Napoli, legale chiede l'intervento del ministero: "Ragazzo condannato a sette anni al posto del fratello"

L'avvocato Sergio Pisani denuncia un errore giudiziario: "Il vero colpevole ha confessato ed è localizzato dai tabulati".

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Un giovane incensurato e gravemente malato è stato condannato a sette anni di reclusione per un reato che non avrebbe commesso, al posto del proprio fratello. È la denuncia dell'avvocato Sergio Pisani, legale del ragazzo, che sollecita un'azione diretta del Ministero della Giustizia per far luce su quello che definisce un grave errore giudiziario avvenuto a Napoli.

Secondo la ricostruzione della difesa, il vero responsabile della vicenda – inizialmente denunciata come rapina e poi rivelatasi una truffa – si sarebbe autoaccusato del fatto.

"È il fratello il vero responsabile", sostiene l'avvocato Pisani, "ha ammesso di aver incontrato lui quel giorno il denunciante dopo un appuntamento su Grindr, sito di incontri per omosessuali. Nonostante le gravi bugie del denunciante che ha poi dovuto ammettere di aver subito una rapina non casuale ma dopo un appuntamento e previo accordo per una prestazione sessuale, i tabulati telefonici e le celle geografiche dimostrano la presenza sul luogo del vero colpevole".

Il legale evidenzia l'incompatibilità della condanna nei confronti del proprio assistito, che il giorno dei fatti si trovava a casa allettato per motivi di salute: "È stato condannato ingiustamente, malgrado la confessione del fratello che, come dimostra l'analisi delle celle a cui il suo cellulare si è collegato, era sul luogo della rapina proprio quando viene commessa".

Forte delle prove presentate, la difesa sollecita una verifica da parte di Via Arenula: "Chiedo l'immediato intervento del ministro della Giustizia a cui agli inizi di agosto avevo già segnalato la gravità della vicenda, li attendo nel mio studio: non consentirò che questa grave ingiustizia, degna di una serie su Netflix, provochi ulteriore danni".

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