
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 15 Settembre 2026
Caso Malagò al Coni, Buonfiglio annuncia verifiche legali: "Servono approfondimenti sul tesseramento"
Nodo sul requisito dello statuto Figc per l'ex numero uno di Palazzo H. Il vertice del Comitato Olimpico affida il dossier agli esperti di diritto sportivo.
La vicenda legata al mancato tesseramento del membro Cio Giovanni Malagò approda sul tavolo della Giunta Nazionale del Coni. Nel corso della riunione, il presidente dello sport italiano Luciano Buonfiglio ha letto una relazione preparata a seguito del ricorso di Renato Miele, escluso dalla corsa elettorale della Federcalcio per l'assenza dell'accredito di una componente.
La controversia è incentrata su due opposte interpretazioni dell'articolo 29 dello statuto Figc, il quale stabilisce l'essere "in regola con il tesseramento" come requisito d'accesso alla candidabilità ed eleggibilità. Se per il procuratore federale Chinè la norma si applica in senso vincolante solo a chi risulta già tesserato, di avviso contrario è il procuratore generale dello sport Ugo Taucer.
Secondo quest'ultimo, qualora la Federcalcio avesse voluto consentire un'eccezione, avrebbe dovuto esplicitarlo chiaramente nel testo, come previsto per i revisori dei conti e per i componenti degli organi di giustizia.
Pur ritenendo irragionevole il ricorso della Procura Figc e pur escludendo profili sanzionatori diretti nei confronti di Malagò – in quanto soggetto non tesserato – Taucer ha avocato a sé il procedimento trasmettendo gli atti al Coni.
"Devo fare il pubblico ufficiale. Per questo motivo il Coni, che è ente pubblico e che deve fare vigilanza sulle federazioni, è tenuto a effettuare opportuni approfondimenti giuridici, sul cui esito conto di dare informazione non appena possibile", ha detto Buonfiglio in conferenza stampa.
Il presidente dell'ente ha aggiunto che "il procuratore generale ha ribadito che il possesso di un tesseramento valido deve costituire uno dei requisiti di candidabilità o di eleggibilità dei componenti degli organi federali, sia elettivi sia di nomina. Ha inoltre evidenziato che la Figc, pur avendo formalmente recepito i principi fondamentali del Coni, non li ha concretamente applicati al caso in esame. Tali principi fondamentali appaiono, pertanto, essere stati violati".
Per sciogliere il nodo interpretativo, il Comitato Olimpico affiderà la questione ad esperti della materia: "Ci affideremo a dei giuristi riconosciuti del diritto sportivo, è chiaro che la persona e la Federazione meritano rispetto. Non è la fretta ma la certezza del diritto che mi spingerà in questi giorni che mi auguro non siano tanti", ha ribadito Buonfiglio.
Presente alla Giunta come membro Cio, Malagò ha esposto le proprie osservazioni, dichiarando all'uscita di aver "apprezzato" la relazione pur avendo "aggiunto delle cose che magari mancavano".
Buonfiglio ha concluso escludendo frizioni personali: "Quando subisci qualcosa e ti senti a posto personalmente, è chiaro che sei arrabbiato. Ma Malagò non è arrabbiato con me, né io lo sono con lui, perché abbiamo fatto un po’ di storia insieme", ricordando comunque che la vicenda "è un'altra goccia che si aggiunge a qualcun'altra. Non fa bene né al calcio né al mondo sportivo".
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