L'uomo è stato visto a meno di 100 metri dal posto di lavoro dell'ex moglie, cosa che ha fatto scattare il braccialetto elettronico. Per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari.
L'assessore lombardo al Welfare: "Il Policlinico di Milano riveste per la Lombardia il ruolo di coordinatore nella gestione della sindrome da insufficienza respiratoria acuta e grave e possiede un’elevata esperienza clinica nell’Ecmo".
In seguito ad un'aggressione, la donna ha subito lesioni gravi, giudicate guaribili in 30 giorni.
Bocciata la richiesta di incidente probatorio finalizzata a una nuova perizia medico-legale, "istanza priva di fondamento giuridico".
Le vittime sono un ristoratore 57enne e il figlio di 17 anni.
L'Assessore al Welfare della Regione Lombardia: "Non siamo pessimisti su nessuno di loro, ma la lotta è estremamente dura".
L'incidente sarebbe stato provocato dal cedimento di un grigliato su cui l'uomo si trovava.
Stamani l'interrogatorio di garanzia. A Roma, pm al lavoro per inviare rogatoria alle autorità svizzere per chiedere la lista degli indagati e gli atti sugli interrogatori e l'attività svolta fino ad oggi.
Le indagini hanno portato alla luce una condotta violenta e abituale, caratterizzata da un’escalation progressiva di gravità, culminata in episodi di coercizione fisica e minacce di morte esplicite, rivolte anche ai familiari della vittima.
Gli esami sono stati delegati dalla Procura di Roma ai magistrati di Milano, Genova e Bologna. Gli inquirenti continuano a indagare per omicidio colposo plurimo, incendio e lesioni colposi.
Sono indagati, a vario titolo, per i reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, violenza privata aggravata e rapina.
Il rogo è divampato per cause accidentali, forse un cortocircuito in una stanza al primo piano. Un 39enne egiziano, tornato nell'edificio per cercare di recuperare i suoi effetti personali, ha rischiato di morire restando intrappolato tra le fiamme e il fumo.
Risarcimento di oltre 65.000 euro. Bonanni (Ona): "Accertato che l’amianto è entrato nelle case dei militari contaminando anche mogli e familiari".
Volevano consolidare il controllo di alcune aree urbane nelle quali concentrare l’attività di spaccio, per ostacolare l’azione delle Forze dell’ordine attraverso incendi dolosi a veicoli o facendo esplodere ordigni artigianali in alcune zone del capoluogo pontino.
Nota della Cgil Roma-Lazio e della Camera del Lavoro della Cgil Civitavecchia Roma Nord Viterbo: "Abbiamo immediatamente chiesto l'intervento delle Forze dell'Ordine e sporto denuncia".
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