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  • Roma - Martedì 23 Giugno 2026

Chi era Francesco Imprezzabile, il vigile morto durante un inseguimento: la passione per la divisa e il senso del dovere

Francesco Imprezzabile, vigile di Milano, è morto in un inseguimento. La sua vita era dedicata alla sicurezza e al servizio della comunità.

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Aveva fatto della sicurezza e del servizio agli altri una scelta di vita. Francesco Imprezzabile, l'agente della polizia locale di Milano morto durante un inseguimento nelle strade dell'hinterland milanese, era conosciuto dai colleghi come una persona profondamente legata alla propria professione, vissuta non come un semplice impiego ma come una missione. Il trentanovenne ha perso la vita mentre era impegnato nell'inseguimento di un'Audi Q7 che non si era fermata a un posto di controllo nella zona di Ponte Lambro. Una tragedia che ha colpito profondamente il comando della polizia locale e quanti avevano condiviso con lui il lavoro quotidiano.

Una vita dedicata alla sicurezza

Originario della Sicilia, Francesco Imprezzabile aveva iniziato il suo percorso professionale nel settore della sicurezza già nel 2003. Nel corso degli anni aveva maturato diverse esperienze nel mondo della vigilanza privata, lavorando come addetto alla sicurezza nei locali, investigatore privato e accompagnatore professionale. Un cammino costruito sempre all'interno di attività legate alla protezione delle persone e al controllo del territorio, fino al raggiungimento di quello che considerava il suo obiettivo più importante.

Il sogno realizzato con la polizia locale

Nel 2022 aveva partecipato al concorso per entrare nella polizia locale di Milano, coronando un desiderio coltivato a lungo. Dopo aver superato prove selettive, esami e percorsi formativi, nell'aprile del 2023 era finalmente entrato in servizio. L'emozione di quel momento emerge chiaramente dalle parole che lui stesso aveva condiviso sui social. "Inizia il primo giorno di strada, la pattuglia, l'emozione dell'auto, la radio, l'intervento, l'emergenza...", aveva scritto raccontando i primi passi nella nuova esperienza professionale. Pochi mesi più tardi aveva ottenuto anche l'abilitazione alla guida delle pattuglie e successivamente era diventato motociclista del corpo.

La passione per le moto e il lavoro sul territorio

Le due ruote rappresentavano una delle sue più grandi passioni. Sui suoi profili social comparivano spesso fotografie che lo ritraevano in uniforme accanto alla moto di servizio, simbolo di un lavoro che svolgeva con orgoglio e dedizione. Le lunghe giornate trascorse sulle strade di Milano erano vissute con entusiasmo, nonostante le responsabilità e i rischi che comportavano. Era consapevole delle difficoltà del servizio operativo e non nascondeva il peso delle decisioni che ogni agente è chiamato ad assumere in pochi istanti.

“Indossare questa divisa è una responsabilità”

Poche settimane prima della tragedia aveva affidato ai social una riflessione che oggi assume un significato ancora più profondo. "Indossare questa divisa non è solo un lavoro, è una responsabilità. Non è un mestiere qualunque: è vocazione, passione e senso del dovere. Solo quando fai questo con il cuore puoi dare sempre il meglio di te stesso". Parole che raccontano il suo modo di interpretare la professione e il forte legame con il ruolo ricoperto. Nello stesso messaggio sottolineava anche gli aspetti meno visibili del lavoro quotidiano delle forze dell'ordine. "Dietro ogni giornata ci sono sacrifici, rinunce, fatica e tante cose che nessuno vede. Ma quando fai tutto con onestà, rispetto e onore, allora sai di essere sulla strada giusta".

La consapevolezza del rischio

In un altro post pubblicato alcuni mesi fa, Francesco Imprezzabile parlava apertamente delle difficoltà legate al servizio motociclistico. "Sempre in sella, sempre sotto pressione. Lo stress è parte del servizio, ma è proprio lì che serve la massima lucidità: un attimo per decidere e ogni scelta può fare la differenza". Un pensiero che testimonia la piena consapevolezza dei rischi legati al proprio lavoro. "Anche se in moto il rischio è sempre presente e la concentrazione non può mai calare, è proprio questo che dà valore a ogni chilometro", aveva aggiunto.

La tragedia durante l'inseguimento

La sera dell'incidente Francesco era impegnato in un'attività di servizio quando si è messo all'inseguimento di un Suv Audi Q7 che aveva ignorato l'alt imposto dagli agenti. La corsa si è protratta fino a Peschiera Borromeo, dove la moto è finita fuori controllo ed è uscita dalla carreggiata, terminando oltre il guardrail. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori e il trasporto in elicottero all'ospedale Niguarda, per lui non c'è stato nulla da fare.

Il ricordo di un uomo al servizio degli altri

Ora saranno le indagini a chiarire se nella dinamica dell'incidente vi sia stato un contatto con il veicolo in fuga o se la caduta sia stata causata da altre circostanze. Resta però il ricordo di un uomo che aveva scelto di dedicare la propria vita alla sicurezza degli altri e che considerava il servizio pubblico una responsabilità da onorare ogni giorno. Francesco Imprezzabile è morto facendo ciò che aveva sempre desiderato fare: servire la comunità indossando quella divisa che, come amava ripetere, rappresentava molto più di un lavoro. Era una vocazione, una passione e un impegno verso i cittadini che sentiva profondamente suoi.

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