
- Prima Notizia 24
- Venezia - Venerdì 19 Giugno 2026
Chioggia (Ve), la Goletta Verde nell'Adriatico: "No alle trivelle, sì a rinnovabili e futuro"
L'imbarcazione di Legambiente manifesta contro i progetti estrattivi nell'Alto Adriatico e lancia un appello alla Regione Veneto per una decisa accelerazione sullo sviluppo delle fonti rinnovabili.
La tutela degli ecosistemi marini e il futuro della pianificazione energetica territoriale tornano al centro delle mobilitazioni sul litorale adriatico. Nel quadro della storica campagna estiva 2026, la storica imbarcazione "Goletta Verde" ha condotto un'azione dimostrativa al largo delle coste di Chioggia, in provincia di Venezia.
Durante la navigazione, gli attivisti di Legambiente hanno esposto due grandi striscioni recanti lo slogan “No alle trivelle. Sì alle rinnovabili, sì al futuro”, formalizzando un preciso monito indirizzato ai vertici istituzionali della Regione Veneto affinché si imprima una svolta alle politiche ambientali locali.
Secondo i dossier elaborati dall'associazione, l'amministrazione regionale è chiamata ad accelerare drasticamente l'iter per l'installazione e la messa in funzione dei nuovi impianti a fonte pulita nei primi anni. Le proiezioni statistiche indicano infatti una criticità temporale: proseguendo con il trend di installazioni mantenuto nel quinquennio compreso tra il 2021 e la fine del 2025, il Veneto raggiungerebbe il target di decarbonizzazione fissato per il 2030 con un differenziale negativo e un ritardo calcolato in 2,4 anni rispetto alle scadenze comunitarie.
Sulla questione è intervenuto direttamente Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, che ha censurato le strategie estrattive governative richiamando i rischi geologici storici legati alla subsidenza e le recenti evoluzioni in sede giudiziaria: “Il Veneto può e deve essere protagonista di una transizione energetica pulita - continuando ad impegnarsi contro le scelte miopi e anacronistiche come quelle delle trivellazioni in Alto Adriatico promosse dal Governo, che per altro vanno contro il raggiungimento degli obiettivi climatici e lo sviluppo delle rinnovabili.
In passato lo sfruttamento del gas ha già creato continui e gravi problemi di stabilità all'area del delta del Po, con molte proprietà perse a causa dell'innalzamento delle acque. La sentenza Teodorico del 2024, con cui il Tar del Lazio ha accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste, tra cui anche la nostra, e riconosciuto l'assenza di valutazione di incidenza del progetto sull'area protetta, rappresenta una vittoria importante e cruciale contro il pericolo delle trivellazioni, che la politica deve ricordare come monito”.
Le rivendicazioni della campagna ecologista si traducono in una precisa richiesta di sponda politica istituzionale tra Venezia e Roma, finalizzata al superamento dell'impiego dei combustibili fossili: “La Regione del Veneto esorti la politica nazionale ad abbandonare ogni possibile e insensato ritorno alle trivellazioni e all'utilizzo delle fonti fossili nell'Alto Adriatico, e acceleri invece sulle fonti rinnovabili colmando i ritardi attuali e rendendo il piano aree accelerazione più ambizioso e sfidante”.
I dati statistici di comparto collocano attualmente la regione in una posizione intermedia: pur mostrando una parziale aderenza con i passaggi burocratici intermedi in termini di potenza installata, il territorio veneto si trova fermo al 42,5% del proprio target definitivo stabilito per il 2030, una quota che richiederà l'attivazione complessiva di 9.476 MW di energia pulita.
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